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lunedì 6 ottobre 2014

FORZA JULES! Bianchi: appesi ad un bollettino medico

Bianchi al recente Senna Tribute di Imola
(6/10/2014) – Sono momenti delicati per Jules Bianchi: trascorsa la notte, si attende il bollettino medico che aggiorni le condizioni dello sfortunato pilota francese vittima ieri di un incidente terribile a Suzuka. Speriamo bene per il simpatico e gentile pilota di Nizza, da tempo parte della famiglia Ferrari attraverso la Driver Academy (Mattiacci, Massa, Alonso, tra i primi ad accorrere al Mei Hospital). Le polemiche, come sempre, nel frattempo impazzano. Il preannunciato tifone. Quel mezzo di soccorso doveva essere lì? Le doppie bandiere gialle. Il mancato utilizzo dell’elicottero per trasportare Jules in ospedale. La gara, alla ripresa della pioggia, doveva essere interrotta? Secondo Felipe Massa sì. Altri piloti affermano che anche il buio ha potuto contribuire al disastro. Non è la prima volta che si verifica un caso del genere (ecco il video amatoriale su Youtube:  https://www.youtube.com/watch?v=I1cwbtk6CkA). Nel 2003, a Interlagos Michael Schumacher perse il controllo della sua Ferrari sulla pista viscida e andò a sbattere sulle protezioni a pochi metri da una gru intervenuta a spostare un’altra monoposto. Sempre sulla pista brasiliana, nel 2002 Nick Heidfeld, allora su Sauber, portò via uno sportello della Medical Car guidata dall’ex pilota Alex Ribeiro, intervenuta dopo un incidente alla Arrows di Bernoldi. Il peggio fu evitato per pura fortuna. Tre considerazioni a questo punto....

L'incidente di Mc Nish (2002)
1) Suzuka è un circuito molto bello e tecnico ma con punti veramente pericolosi. La curva 130 R o la Dunlop, in particolare, sono davvero temibili. Nel 2002 Allan Mc Nish se la vide davvero brutta durante le qualifiche. La sua Toyota, fuori controllo, sfondò addirittura le barriere. Nel 2003, in MotoGp, il centauro Daijiro Kato su Honda perse invece la vita. 2) Come in altri incidenti anche qui la fatalità ha giocato un ruolo molto grande. Bianchi ha colpito il mezzo con un'angolazione tale che ha esposto troppo il capo. A Imola nel 1994 il braccio della sospensione perforò la visiera del casco di Senna infliggendogli il colpo letale. 3) Coincidenza: un anno fa, in Canada, ancora un’uscita di strada di una Sauber – nell’occasione quella di Gutierrez – provocò il guaio successivo. Un commissario di pista, durante le operazioni di spostamento della vettura, fu investito dal mezzo di soccorso e rimase ucciso.

L'incidente di Kato (2003)

L'incidente di Heidfeld (Brazil - 2002)









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