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martedì 21 ottobre 2014

ANNIVERSARY / 21 OTTOBRE 1984. IL TRIS DI NIKI LAUDA

(21/10/2014) – In un’assolata domenica di autunno, 30 anni fa, Niki Lauda, su Mc Laren MP4/2 TAG Porsche, al termine di un’epica rimonta al GP del Portogallo all’Estoril, conquistò il secondo posto e il suo terzo mondiale piloti, strappandolo per solo mezzo punto al compagno di squadra Alain Prost. L’austriaco avrebbe corso ancora una stagione ma questo titolo resterà l’ultimo del grande pilota ex ferrarista. In Portogallo, ultima prova di campionato, i due top drivers arrivarono con Lauda capolista con 66,5 punti seguito dal francese con 62 punti. Avevano letteralmente dominato il campionato grazie alla loro classe immensa e ad una monoposto che si avvaleva della efficacissima combinazione tra telaio in carbonio e super motore turbo. Il 1984 era l’anno della “formula consumo”, solo 220 litri a disposizione, dell’esordio di Senna in F1, dell’arrivo di Alboreto alla Ferrari e del potente motore Honda sulla Williams. 
Lauda, inoltre, dovette superare una importante crisi interna con Ron Dennis, accusato di guardare più benevolmente verso Prost per non aver mai accettato le gravose condizioni di ingaggio strappate dall’asso austriaco. Comunque non ci fu storia: il duo Mc Laren si affermò in 12 gare. Lauda vinse i gran premi di Sudafrica, Francia, Gran Bretagna, Austria e Italia mentre Prost fu primo in Brasile, S. Marino, Monaco, Germania, Olanda, Europa (Nurburgring) e Portogallo. Proprio la famosa vittoria di Prost a Montecarlo, quando il direttore di gara Jacky Ickx diede bandiera rossa per la pioggia bloccando l’imperiosa rimonta della Toleman di Senna, e la conseguente assegnazione dei punteggi dimezzati, risulterà.....

“fatale” al francese nella corsa decisiva. All’Estoril, Prost partì dalla prima fila (secondo tempo) e fu perfetto fino alla bandiera a scacchi mentre Lauda dovette districarsi con grande fatica e ardore dall’ottavo posto al secondo finale grazie ad una delicata serie di sorpassi, compreso quello allo svedese Johansson che attirò l’attenzione di Enzo Ferrari per la caparbia mancanza di timore reverenziale, e anche al ritiro in extremis di Mansell su Lotus. Storiche le immagini del podio finale con Lauda sorridente forse come non mai e la moglie Marlene entusiasta e prodiga di consolanti abbracci anche al rivale transalpino. Niki, dopo l’improvviso ritiro del 1979, era tornato all’amore di sempre nel 1982 e in due anni costruì il suggello finale di una carriera drammatica e splendida, coronata da tre mondiali, tanti quanti Jack Brabham, Jackie Stewart e Ayrton Senna.

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