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lunedì 22 settembre 2014

PENSKE E PARNELLI, TEAM AMERICANI ALL’ASSALTO DELLA F.1

(22/9/2014)L’America va di moda in Formula 1, vedi apprezzato circuito di Austin, voci di Ferrari a stelle e strisce e il prossimo avvento della Haas F1. Vale allora la pena ricordare l’esordio, proprio 40 anni fa, di due team statunitensi. Al Gran Premio del Canada del 22 settembre 1974 scesero in pista contemporaneamente la Penske e la Parnelli, entrambe motorizzate Ford Cosworth: un tentativo di breve durata ma con qualche luce. Entrambe capitanate da due “mostri sacri” dell’automobilismo d’oltre Oceano come Roger Penske e Parnelli Jones, dopo aver fatto man bassa di vittorie nelle categorie indigene, decisero il grande salto affidando il volante ai propri fortissimi piloti di riferimento, rispettivamente Mark Donohue e Mario Andretti.

LA PENSKE cominciò con un dodicesimo posto a Mosport (Geoffrey Ferris il capo progettista) ma è la squadra che può vantare nei soli tre anni di militanza e 40 GP totali nella massima formula anche una vittoria, al Gran Premio d’Austria 1976 con John Watson. 

Nel 1975, irlandese aveva preso il posto di Donouhe drammaticamente perito sempre all’Osterraichring – due mesi prima l’americano prima aveva colto un buon quinto posto in Svezia - a seguito dell’incidente alla prima curva che lo aveva visto protagonista per lo scoppio di uno pneumatico. Il 1976 fu l’anno migliore con la macchina molto competitiva: oltre la vittoria, Watson salì altre due volte sul podio grazie al terzo posto conquistato in Francia e Gran Bretagna, portando la scuderia al quinto posto finale del campionato Costruttori (ci furono anche il quinto posto in Sudafrica e il sesto al GP Usa Est). Perso lo sponsor – la First National City passò sulle fiancate della sei ruote Tyrrell – per il 1977 Penske vendette tutto il materiale ai tedeschi della ATS.

LA PARNELLI, nata con l’apporto del socio Vel Miletich e con l'ingegno tecnico di Maurice Philippe, un passato illustre alla Lotus (vedi la 72), esordì in Canada con un promettente settimo posto. Al Glen, la gara successiva, Andretti fu già terzo in qualifica, primo il venerdì!

Piccoli passi avanti l’anno seguente: nel 1975 “Piedone” Andretti fu autore del giro più veloce al GP di Spagna (si correva al Montjuich) e colse il quarto posto al GP di Svezia e il quinto al GP di Francia. Decimo posto finale per il Team nella classifica Costruttori. Nel 1976, la Parnelli si presentò regolarmente ai nastri di partenza - Andretti fu sesto al secondo GP della stagione, in Sudafrica – ma ben presto i finanziamenti necessari si esaurirono e dopo 16 GP disputati complessivamente, la Parnelli dovette ammainare la bandiera a stelle e strisce. Per fortuna di Mario, Colin Chapman si ricordò di un’antica promessa e lo volle alla Lotus: una scelta che si rivelerà vincente.

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