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lunedì 8 settembre 2014

LAUDA DIFENDE MONTEZEMOLO

(8/9/2014) Niki Lauda difende Montezemolo, sempre più vicino al passo d’addio dalla Ferrari. Tra i due, un’amicizia molto forte che dura fin da quando, entrambi agli albori della carriera, si incontrarono per definire l’ingaggio dell’austriaco scelto da Enzo Ferrari per il 1974. Luca appena diventato Direttore Sportivo del Cavallino, Niki pilota emergente proveniente dalla BRM. Mitica la scena della comune consultazione del Financial Time per controllare il cambio scellino austriaco – dollaro. Ebbene, l’attuale Direttore non esecutivo della Mercedes F1 “redarguisce” Marchionne che pare aver giubilato definitivamente Montezemolo: “Forse Marchionne non sa o non ha capito che quest’anno si è partiti da zero, tutto il passato ce lo siamo scordati o non serve più. La Renault e la Ferrari hanno sbagliato i motori – recentemente Niki è stato più duro dicendo “la Ferrari ha fatto una macchina di m…”, poi si è scusato – solo noi di Mercedes ci siamo riusciti ma l’anno prossimo cambia tutto all’80% quindi Ferrari può tornare al vertice”. A corroborare la tesi un esempio: “La Red Bull ha vinto gli ultimi quattro mondiali e quest’anno è sparita, guardate dov’è”. Poi l’analisi tecnica: “L’errore grosso è un altro: Mercedes ha una grande tecnologia con i motori ibridi , il Gruppo Fiat è in ritardo, prima industriale poi anche sportivo”. Vero, ma Marchionne ha sottolineato che non si vince più niente da 6 anni e poi c’è da rimarcare il fatto che la Ferrari ha accettato in toto il nuovo regolamento nonostante la sua inferiorità relativa alla tecnologia ibrida. Ricordo, a tal proposito, cosa mi disse Cesare Fiorio a Imola, lo scorso maggio: “Io non penso che alla Ferrari stiano facendo un cattivo lavoro. Penso solo che oggi hanno un peso politico non adeguato alla Ferrari stessa. E’ stato approvato un regolamento con i motori ibridi sui quali la Ferrari non ha nessuna esperienza, come neppure il Gruppo Fiat, mentre è una tecnologia padroneggiata dai costruttori tedeschi e giapponesi. Pertanto la Ferrari avrebbe dovuto opporsi  strenuamente utilizzando il diritto di veto di cui dispone in seno al Patto della Concordia. Sono sorpreso che non l’abbiano fatto”.

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