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mercoledì 3 settembre 2014

ALONSO VERSO MONZA: "STIAMO LAVORANDO AL RINNOVO CONTRATTO"

(3/9/2014) Fernando Alonso è a Monza, ma prima è passato da Maranello dove ha incontrato il Presidente, Luca di Montezemolo, i vertici della Scuderia e ha fatto il punto con gli ingegneri. Ma ha risposto anche alle domande dei giornalisti “svelando” le sue attuali sensazioni. Ecco un estratto delle risposte più interessanti.
Non credi che sia un po’ frustrante arrivare a Monza a questo punto della stagione essendo così indietro, dovendo puntare sì e no al podio? 

Si, certo. Sicuramente questo è l’anno più difficile per me nei cinque da ferrarista, quello in cui arriviamo a Monza con più difficoltà e con un’idea di gara che non è perfettamente chiara nella nostra testa. Negli altri anni lottavi per il titolo o per un podio chiaramente alla portata o magari per una vittoria. Quest’anno invece è tutto molto più in aria, non c’è alcuna certezza sulle possibilità che avremo. Questa situazione può essere definita frustrante, può essere definita triste o semplicemente realtà. È da undici gare che lottiamo per risolvere la situazione e per renderci più competitivi e penso che lo abbiamo fatto. Nelle ultime gare siamo in recupero e abbiamo delle sensazioni migliori. Questo, certo, non basta, perché tutti migliorano e soprattutto le Mercedes, che sono le dominatrici della stagione, visto che se a inizio anno eravamo a due secondi da loro ora comunque siamo ancora ad 1.6 o 1.4 e quindi i miglioramenti fatti sicuramente non sono ancora sufficienti.
I miglioramenti che tu stai vedendo nel corso di quest’anno bastano per farti avvertire un po’ di ottimismo in funzione del prossimo anno o sono ancora troppo poco?

Tutto aiuta, non solo noi piloti ma anche tutta la gente in fabbrica che lavora giorno e notte. Se si vedono dei miglioramenti, anche queste persone vengono in ufficio ogni mattina alle 8 con sensazioni diverse, per questo credo che tutti questi miglioramenti stiano aiutando. È positivo vedere che, a differenza degli altri anni, almeno c’è la correlazione aerodinamica tra pista e galleria del vento. Tutto quello che viene montato sulla macchina dà i risultati che ci aspettiamo. C’è il punto interrogativo della power unit sulla quale, dal momento che è congelata, non ci è consentito di toccare niente e quindi l’inferiorità che ci caratterizza dalla prima gara è più o meno la stessa di oggi. Per l’anno prossimo tutti i cambiamenti che si possono fare al motore rimangono un punto interrogativo: li possiamo fare noi e li possono fare altri, cercheremo di essere un po’ più bravi degli altri.
Secondo te nel 2015, quando sarà messa a punto la nuova la power unit, che cosa ti puoi aspettare dalla Ferrari?
Ad ora, settembre 2014, le aspettative sono di avere una vettura al vertice e che ci permetta di lottare per il campionato del mondo che è quello che l’ambiente si aspetta da noi e si aspetta dalla Ferrari. Certo è che il gap che dobbiamo ridurre questo inverno è molto di più che negli altri inverni perché è di circa un secondo e mezzo. Non so se questo è possibile farlo in sei mesi, è una bella sfida per tutta la squadra perché penso che abbiamo le capacità, abbiamo le strutture e abbiamo le strutture, quindi tocca solo a noi lavorare duramente.
Nonostante tu abbia un contratto per l’anno prossimo c’è stato un gran parlare del tuo futuro, ci sono anche squadre di nome che ti vorrebbero. Cosa pensi di questo?

Credo che dall’estate scorsa ci siano state notizie e rumors quasi continui e quindi è da un anno che si va avanti così. Non è una cosa bella, perché crea un po’ di stress e toglie serenità sia a me che ai tifosi che alla gente della squadra. Sono orgoglioso che ci sia qualche squadra che dice che vorrebbe avermi perché evidentemente apprezza il mio lavoro, però a proposito è da un anno che io dico di voler continuare in Ferrari e di voler prolungare il contratto. Quella era la mia volontà, io lo ripeto ogni quindici giorni, al termine di ogni gara eppure non viene mai detto, anzi si tende a dire il contrario. Discorsi relativi alle altre squadre non sono mai usciti dalla mia bocca, invece è accaduto sempre il contrario.
Tu vuoi rinnovare, la Ferrari anche. Perché non lo fate?
Ci stiamo lavorando, infatti. Io ho un contratto per altri due anni e come dico sempre a proposito dei rumors e per mantenere la serenità, la mia volontà è di continuare per gli anni che sono necessari. Vediamo se questo si può fare ma per i prossimi due anni almeno non c’è problema. Con Mattiacci c’è la volontà di cambiare delle cose e di essere più aggressivi nell’approccio al lavoro che facciamo. Questa rinnovata voglia di vincere rende ancora più attrattivo continuare in Ferrari.

Alonso vince a Monza se…

Non lo so, non è facile. Deve succedere qualcosa di particolare, ci serve qualche aiuto anche da parte dei piloti delle scuderie al top mentre noi dobbiamo concentrarci sui “se” nostri e dare il massimo nel fine settimana, come non abbiamo fatto a Spa, e come non abbiamo fatto in Ungheria durante le qualifiche. A Monza non possiamo fare nessun errore.

Ti sei dato un limite di tempo per la durata della tua carriera?

No, non c’è. Sono molto più giovane di quanto può sembrare da fuori, ho solo 33 anni e fino a cinque anni fa si arrivava in Formula 1 a 26 o 27 anni. Il fatto è che ho cominciato a 19 e sembra che io abbia molti anni ma, vista la mia età anagrafica, mi rimangono ancora molte stagioni davanti. Ne potrei ancora avere dieci, Michael Schumacher ha smesso a 43 anni, Pedro de la Rosa è tutti i giorni al simulatore e ne ha 43 quindi non è una questione di età. È questione di divertirsi a fare quello che fai, di continuare ad aver voglia di alzarsi al mattino per allenarsi, di prendere gli aerei e volare in Australia e Malesia, di gareggiare con delle vetture di vertice e percepire ancora sensazioni buone. Fino a quando io avrò questa voglia e queste sensazioni non mi pongo limiti. Certo, quest’anno c’è un po’ meno divertimento perché le macchine sono un po’ meno veloci. Noi abbiamo bisogno di adrenalina, e speriamo che lo sport torni a prendere la direzione dell’estremizzazione delle prestazioni per tornare ad avere delle Formula 1 veramente al top.

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