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venerdì 11 luglio 2014

MIRACOLO SCHUMACHER: SALVO L'11 LUGLIO DEL 1999

(11/7/2014) – Da quasi un mese, era il 16 giugno, Michael Schumacher è ricoverato a Losanna, dopo l’iniziale degenza a Grenoble, e le sue condizioni sembrano in fase di miglioramento. Andiamo avanti. In modo lento, ovviamente, ma andiamo avanti”: sono le parole piene di speranza e di cauto ottimismo che la moglie Corinna ha rilasciato alla rivista tedesca Neue Post. Tutto lascia pensare che il peggio sia passato anche se adesso le maggiori incognite riguardano la completa o meno riabilitazione dell’ex ferrarista. Tutto il mondo dei motori continua a tributargli manifestazioni di affetto e di sostegno. Michael può e deve farcela. Proprio 15 anni fa esatti, l’11 luglio 1999, il campione tedesco fu protagonista a Silverstone del peggior incidente della sua carriera


Partito male dalla prima fila -2° tempo, pole di Hakkinen – sul lungo rettilineo prima della Stowe, Schumacher tentò di superare il compagno di squadra Irvine che non gli rese la vita facile. Le immagini sono ancora nitide nella mente: la F399, invece di curvare, filò dritta a oltre 200 Km/h verso il guard rail fortunatamente ricoperto di pneumatici, infilandosi però a oltre 100 km/h come un cuneo impazzito e causando la rottura della tibia e del perone della gamba desta. Si appurerà dopo che la potenza frenante si era ridotta per l’allentamento di un dado di spurgo del freno posteriore sinistro. E pensare che nel frattempo era stata esposta bandiera rossa per due monoposto ferme sul rettilineo di partenza: ma la comunicazione ai piloti della Rossa arrivò in ritardo. Quanto grave fu l’incidente fu messo in evidenza dalle dichiarazioni choc di Schumi: “Credevo di morire. Ho sentito il cuore che si fermava. Sudavo, ho sentito che i battiti cardiaci diminuivano, il mio cuore improvvisamente si è fermato e tutto è  diventato nero. Non so esattamente quanto tempo è durato lo stato di incoscienza e da cosa fosse causato, ma è quello che ho sentito“. L’anno dopo cominciò il suo quinquennio d’oro alla Ferrari. 

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