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mercoledì 11 giugno 2014

ESCAPE FROM MARANELLO. Briatore rompe un tabù

(11/6/204) – Nell’intervista di ieri a Radio 24, Flavio Briatore ha rotto un tabù, anzi di più: ha profanato un tempio: Maranello. Cosa ha detto, interpellato sulla crisi Ferrari, l’ex team manager di Benetton e Renault? “La Ferrari paga anche la location, Maranello non è sicuramente il centro del mondo tecnologico, è l'Inghilterra. Io credo che la Ferrari è in un momento molto, molto difficile, ci vuole una profonda ristrutturazione del team. Uomini sbagliati? No, è un fatto di organizzazione, noi sappiamo esattamente chi sono i bravi, e difficilmente i bravi vengono In Italia”. Aveva espresso lo stesso concetto un paio di settimane fa a Montecarlo adducendo un esempio: “La Lotus non ha soldi e forse chiuderà ma in fatto di aerodinamica e tecnologia c’è tutta”. Allora aveva visto lungo e non era solo un capriccio nazionalistico quello di John Barnard che per lavorare alla Ferrari pretese e ottenne di farlo dalla “antenna tecnologica” di Guilford, in Inghilterra? Quello che dice Briatore ha un fondo di verità e almeno una parte del “no” di Adrian Newey all’ennesima offerta del Cavallino – missione fallita da parte del successore di Domenicali, Marco Mattiacci - è legata al disagio di doversi trasferire nella quiete ai piedi dell’appennino modenese…a molte ore dalla cosmopolita Londra. A proposito, la Gazzetta dello Sport riporta che anche il motorista della Mercedes, Andy Cowell, avrebbe rifiutato di trasferirsi a Maranello. 
Montezemolo, oggi a Firenze, si è limitato a dire: Non credo si possano fare dei miracoli a breve termine però stiamo lavorando molto per il futuro sapendo che quello che è stato fatto per quest'anno non è stato fatto bene". E allora? Mattiacci spiega l’andamento:La Ferrari ha iniziato un percorso particolare, basandosi su alcune figure chiave: il Presidente Montezemolo, James Allison, Fernando Alonso, Kimi Raikkonen e un gruppo formato da tecnici di grande talento. Nel team occorre svolgere un’opera di ricostruzione e tutti devono essere messi in condizione di poter lavorare nel miglior modo possibile”. Certo, è difficile accettare che una realtà come la Ferrari – e l’eccellenza tante volte sbandierata? - debba ripartire da questo. Ma è proprio così: “Un altro nostro grande obiettivo – continua infatti Mattiacci - è quello di riuscire a velocizzare i tempi di reazione, come sembrano essere in grado di fare i nostri concorrenti”. La Ferrari, dunque, a rimorchio degli altri. Molto triste e chissà che, a innestare una nuova marcia, non venga chiamato a pensarci proprio Flavio Briatore…

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