Translate

martedì 10 giugno 2014

C'ERA UNA PISTA, A LEVANTE. 25 anni fa l'inaugurazione dell'Autodromo di Binetto

(10/6/2014) – Oggi nozze d’argento, con lacrima: 25 anni fa venne inaugurato, in quel di Binetto, presso Bari, l’Autodromo del Levante, l’agognato anello di congiunzione tra Vallelunga e Pergusa. C’erano rappresentanti delle Istituzioni, esponenti del mondo dei motori, appassionati che finalmente vedevano realizzato il sogno di avere in Puglia, alle porte di Bari, città che ospitò dal 1947 al 1959 il Gran Premio di Formula 1, un circuito permanente. Il merito fu tutto di un pilota pugliese, ingegnere: Michele Di Gioia che combattè 10 anni – il minimo sindacale, in Italia – per superare ogni scoglio burocratico (le prime carte recavano la data del luglio 1979). L’autodromo del Sud peninsulare, battezzato del Levante per ribadire la vocazione geografica della Puglia che già vantava la celeberrima Fiera con quella denominazione, nacque e mantenne le attese. Sbarcarono tutti i campionati nazionali (Superturismo, F.3, tutte le formule promozionali, spazio anche al motociclismo) e i campioni del momento e del futuro (da Fisichella a Emanuele Pirro, da Stefano Modena a Jacques Villeneuve). E’ nella storia il sold-out (20mila presenze) per la venuta del fenomeno Alessandro Nannini su Alfa Romeo. C’era la scuola di guida sportiva affidata all’ex pilota di F1 Renzo Zorzi. Provò anche una Formula 1, se non ricordo male l’Andrea Moda. Col tempo, progressivamente, il declino. 
L’Autodromo necessitava di lavori e dell’allungamento per conservare l’omologazione CSAI. C’era un vecchio progetto per portare la lunghezza ad oltre due chilometri ma l’esproprio dei terreni circostanti non sarebbe costato due lire. Non se ne è fatto niente. Sono stati annunciati progetti di rilancio, non pervenuti. Così, si è andati avanti, fino al giorno d’oggi, con le gare club, i Challenge, i Trofei interregionali per quattro e due ruote, i raduni di marca, le prove libere a turni, mercatini tematici. Un peccato perché questa è terra di appassionati e potenziali campioni del volante ma laddove non c’è “palestra”, non c’è futuro sportivo.

Nessun commento:

Posta un commento