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giovedì 29 maggio 2014

MONTERMINI 50 ANNI, IN PISTA DA CAMPIONE. “Sono ancora affamato”

(29/5/2014) – Buon compleanno ad Andrea Montermini, pilota di razza, vero appassionato,  che domani compie 50 anni. Nato a Sassuolo, ha cominciato a 23 anni, nel 1987, ed è riuscito ad arrivare in F.1. Dove credete festeggerà il compleanno? In pista! E’ in viaggio per Le Castellet dove al Paul Ricard parteciperà ad una prova del campionato francese V de V Endurance Series. Vuol dire che spegnerà le candele…dei motori avversari! L’impegno principale, quest’anno, si divide comunque tra Blancpain Sprint Series e il GT Open, di cui è orgogliosamente campione in carica, per la Villorba Corse. Insomma, fatelo correre ed è contento. “Senza passione non potrei continuare. A sette anni ero già sui kart ma ho sempre voglia di esserci, sento di avere ancora risultati da conseguire, dentro di me c’è ancora un giovane agonista. Insomma, sono ancora troppo affamato”.

Senti Andrea, leggevo la composizione della griglia di una gara di campionato italiano di F.3 del 1989. Con te c’erano Amato Ferrari oggi team manager, Fabiano Vandone oggi commentatore televisivo, Nino Famà oggi costruttore di elicotteri. Tu che ci fai ancora in pista?

Questa domanda non vale! (ride). Loro erano molto più avanti di me quanto a carriera, sono quindi di una generazione agonistica diversa!

Se pensi al tuo esordio in monoposto, in F. Alfa Boxer, e a quel periodo fine anni ‘80, cosa consideri sia cambiato maggiormente?

Certamente l’evoluzione delle auto, da corsa e non, ha conosciuto uno sviluppo importante con l’introduzione dell’elettronica. Per quanto riguarda me, sono molto maturato, come uomo e come sportivo, e questo mi aiuta a gestire tante situazioni.


Andrea collaudatore Ferrari F1
Tu e la F.1: ci hai provato (Simtek, Pacific, Forti) ma senza sfondare. Recriminazioni?

No, nessuna recriminazione. Le cose possono andare in un modo o in un altro, è la vita. Dico solo che in tante altre categorie nelle quali ho avuto modo di guidare una macchina competitiva ho potuto dimostrare qualcosa. In Formula 1 non ho avuto grandi opportunità ma è meglio guardare agli aspetti positivi.

Per esempio il fatto di essere stato pilota collaudatore della Ferrari? Ti consola?

In parte assolutamente sì. Non sono in tanti a poter dire di aver guidato una Ferrari. E’ stata....


una scuola di vita fantastica ed indimenticabile e poi ho fatto tesoro dei tanti chilometri che ho percorso che mi hanno permesso di accumulare esperienza utile per il prosieguo della mia carriera. Ma sono anche andato molto vicino a guidarla in gara.

Racconta!

Era settembre del 1991, in Spagna si teneva il Gp dei Giochi Olimpici sulla nuova pista di Barcellona. Mi chiamano dalla Ferrari e mi dicono di andarci per fare delle foto per la Marlboro. Aggiungono di portare anche “i ferri del mestiere” perché “potrebbero servirti”… Prost era già ai ferri corti con il Cavallino e nella notte tra giovedì e venerdì si sfiorò il divorzio. Per quella volta prevalse la pace (verrà appiedato prima dell’ultimo GP, ndb) e io persi una grande opportunità! Né fu possibile quando effettivamente Prost perse il posto poichè in quel momento mi era impossibile raggiungere in tempo l’Australia (corse Morbidelli e fu sesto, ndb).

L'incidente con la Simtek nel 1994
A proposito di F1, cosa ti senti di dire della vicenda Simtek? Nel 1994 prendesti il posto di Ratzenbeger in Spagna ma fosti protagonista di un altro brutto incidente.

Che dire. Con il senno di poi, visto anche il momento particolare della F1, era sicuramente una occasione da valutare meglio. Una situazione che con più esperienza avrei considerato differentemente. Ma cosa vuoi, ti offrono di guidare una F1 e che fai: quel sogno lo prendi al volo, anche se è quello che è. 

Hai corso molto anche in America: Cart, IMSA, Daytona. Sedotto e abbandonato?

Forse il continuo miraggio della massima formula mi ha un po’ precluso la strada della IndyCar. Non ho sfruttato tutte le opportunità che c’erano ma considero quelle esperienze una seconda carriera, non male.

Con le GT finalmente ti sei sfogato alla grande e sono venute tante vittorie.

Sì, è fantastico correre e vincere con una Ferrari. Ho coronato il mio sogno di bambino, quando andavo a vedere le Rosse aggrappato alle reti della pista di Fiorano. Mi ritengo fortunato. Quest’anno, tra Blancpain Sprint Series e GT Open, ho in programma 60 gare su una macchina di Maranello e alla mia età è una spinta notevole.

2014: sulla Ferrari 458 GT3 nel Blancpain Sprint Series
Andrea, una lunga e soddisfacente carriera: a chi senti di dovere un sentito grazie? E chi non ringrazi?

Dico grazie ai miei genitori che, dopo una iniziale titubanza, mi sono stati sempre vicini, soprattutto moralmente. In 27 anni di carriera ho incontrato molte persone da non ringraziare, che non pensano al tuo bene, ma vale per tutti, è la vita, e va considerato un percorso formativo.

Il tuo prossimo traguardo?

Come ho detto, quest’anno corro con la Ferrari GT3 nel Blancpain Sprint Series e la concorrenza è agguerrita e potente, Porsche, Bmw, Audi. La nostra macchina è al limite quanto a fiches di omologazione ma abbiamo un obiettivo: salire sul podio.

Un caro ricordo che conservi nella tua testa?

Avevo quasi 24 anni e tanta voglia di guidare in pista. Mi iscrissi alla Scuola Federale CSAI di Vallelunga ma occorreva un’esperienza precedente. Io potevo contare solo qualche frequentazione con i kart ma li convinsi: girai e alla fine mi dissero che avevo i numeri per poter gareggiare. Non pensavo assolutamente alla F1 e alla Ferrari, ma quella fu una spinta enorme per farmi cominciare seriamente. 

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