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lunedì 12 maggio 2014

INCIDENTE SENNA: DUBBI E MISTERI

(12/5/2014) - A distanza di 20 anni e a dispetto di una conclusione giudiziaria, l'incidente e la morte di Ayrton Senna destano ancora dubbi e perplessità e si prestano, come vedremo, a disparate interpretazioni. Al “Tribute” di Imola se ne è parlato a dibattuto a lungo, anche grazie alle domande precise di tanti appassionati. Ma ripercorriamo, allora, quel periodo e quel giorno tragico per Senna e per la F.1 attraverso le dichiarazioni dei protagonisti e degli addetti ai lavori che vissero quei momenti.

Il campionato 1994 comincia male per il tre volte campione del mondo. La Williams FW 16 è di difficile messa a punto, instabile e non garantisce il necessario comfort per Senna, abituato ad abitacoli più larghi. Lui fa le pole ma Schumacher su Benetton vince le prime due gare. Due ritiri invece per il brasiliano.

“Ad Aida Ayrton mi disse che se non gli davano un abitacolo più confortevole non avrebbe corso la prossima gara” (P.L. Martini).

Senna out alla partenza del GP di Aida
“Mi hanno riferito che ad Aida ci fu una rissa tra tecnici Renault e Williams. Si ritrovavano con una  macchina critica, c’era tensione, senso di emergenza”. (Antonini – Autosprint)

“Senna sentiva di subire un’ingiustizia. Al dott. Watkins e a Ron Dennis disse “Sto correndo contro una macchina irregolare”. (Antonini – Autosprint) – Il riferimento è alla Benetton “accusata” di utilizzare una qualche forma di traction control. Antonini, però, non crede che la macchina di Briatore fosse truccata. Di diverso avviso il giornalista Franco Panariti, ex direttore di Rombo: “Le macchine irregolari erano più di una”.

Dunque si arriva ad Imola, decisiva per raddrizzare le sorti della contesa. Per Senna, “Victoire obligatoire”, titolò l’Equipe.

“Solo recentemente si è venuto a sapere che qualche giorno prima la Williams effettuò un test segreto con Damon Hill sul circuito francese di Nogaro. Adrian Newey si convinse che le fiancate troppo lunghe erano sbagliate e intanto varò assetti molto rigidi”. (Antonini – Autosprint)

Nei box del circuito Enzo e Dino Ferrari, nella notte del 30 aprile - Ratzenberger era già morto, un colpo durissimo per Ayrton - si lavorò molto sulla monoposto di Senna. Compreso l’intervento sul piantone dello sterzo: la saldatura di una parte (in materiale differente) di diametro inferiore, per creare più spazio al pilota. Ma come è possibile che Senna, noto perfezionista, abbia potuto accettare una simile, raffazzonata modifica?


“Senna lasciò il circuito intorno alle 20. Non è detto che lo abbiano informato. Lui aveva chiesto di ottimizzare alcuni particolari”. (Antonini – Autosprint)

“Dopo i primi gran premi Senna aveva le mani rovinate. Poi io credo che quella sera fosse deciso a non correre”. (Ing. Mauro Forghieri)


Al settimo giro della gara, dopo la Safety Car, mentre Senna conduceva il plotone, il dritto alla curva del Tamburello e l’impatto mortale contro il muretto. Il Direttore di Autosprint, Alberto Sabbatini, esibisce la telemetria della Williams numero 2 che sgombra il campo dalle ipotesi.


“Senna arriva al Tamburello alla velocità di 305 Km/h e in un secondo e mezzo decelera fino a sbattere a 217 Km/h con un’angolazione di 17°. Dalla telemetria in nostro possesso si vede chiaramente che il sensore che rileva la forza applicata allo sterzo (linea azzurra, ndb) ad un certo punto non recepisce più alcuna pressione”. (A. Sabbatini – Direttore Autosprint)


Si ricorderà che il camera car degli ultimissimi istanti non risulta disponibile. La regia “staccò” proprio in quel momento.

“Marco Franzelli di Rai Sport mi disse che secondo i tecnici Rai che ricevettero le immagini il nero fu aggiunto a posteriori, non era quello normale di uno stacco”. (A. Sabbatini – Direttore Autosprint)

Il direttore di Autosprint Sabbatini e il giornalista Antonini
Ma sulle cause dell’incidente, introduce elementi di dubbio perfino un pilota molto esperto e grande amico di Senna. E altri non sono convinti del colpo decisivo della sospensione.

“Per uscire di pista al Tamburello sull’asciutto ci vuole un problema tecnico. Alcuni hanno detto lo sterzo: può essere. Ma uno dei guai di quella Williams era la tenuta molto critica. Se beccavi una cunetta perdevi aderenza di colpo. Forse solo Patrick Head e Adrian Newey che progettarono la vettura possono saperlo”. (Gherard Berger – intervista a Sport Week)

“Non è detto che la morte sia dovuta alla penetrazione della sospensione. I traumi da compressione sono molto importanti”. (Ing. Mauro Forghieri)

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