Translate

giovedì 17 aprile 2014

FERRARI 333 Sp, EPOPEA DI UN’ALTRA ROSSA

(17/4/2014) – Primo Jay Cochran, secondi Moretti – Salazar. Esattamente 20 anni fa questo fu l’ordine di arrivo della prima gara stagionale del campionato IMSA a Road Atlanta. Entrambe le barchette erano delle Ferrari 333 Sp (e altre due ne vennero schierate). Non potè cominciare meglio la fantastica avventura dell’altra Rossa di Maranello, nata da un’idea di Piero Ferrari su richiesta del grande Momo Moretti che, per la verità, aveva bussato a motore per coronare il suo sogno americano. Invece l’erede del Drake, amante dei bei tempi a ruote coperte, partì lancia in resta: il progetto fu affidato ad un altro cavaliere della F1 eroica, Tony Southgate, il motore era il 12 cilindri a V di 65° della F50 e i primi collaudi furono affidati a Mauro Baldi. Bella, curata aerodinamicamente, potente e facile da guidare sbaragliò subito il campo. Nella stagione d’esordio, il 1994, oltre la gara inaugurale portò alla vittoria in altre cinque prove (su un totale di sette). Fu solo l’inizio, perché la 333 Sp spopolò. Arrivarono infatti magiche vittorie alla 12 Ore di Sebring nel 1995 con Velez-Evans-Van de Poele, nel 1997 con Evans-Velez-Dalmas-Johansson e nel 1998; alla 6 Ore di Watkins Glen con Moretti-Papis nel 1996 e poi anche nel 1998; la 24 Ore di Daytona con Moretti-Baldi-Theys-Luyendyk; la Petit Le Mans sempre nel 1998 con Taylor-Collard-Van de Poele. 

Arrivarono titoli Costruttori e piloti. Nel 1997 fu sesta a Le Mans. A quel tempo, in Formula 1 la Ferrari cercava disperatamente di risollevarsi e nel 1996 arrivò Schumi che “non è costato un tozzo di pane” (Agnelli dixit). Il titolo doveva assolutamente tornare a Maranello. La Casa non assicurò più il necessario sviluppo e la 333 Sp perse progressivamente smalto, anche se nel 1999 si impose a Lime Rock e nel 2001 fu ancora in grado di portare per l’ultima volta alla vittoria il trio Theys-Balsi-Lienhard a Road America (Grand Am) ma con un motore Judd installato dalla Lista-Doran. Fu Michelotto, lo storico preparatore legato alla Ferrari, a riprendere la costruzione dei telai ma la sorte era ormai segnata. Ultimo sigillo, la vittoria di Marco Zadra (Scuderia Italia) nel campionato FIA Vetture Sport del 2001. 


Nessun commento:

Posta un commento