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lunedì 30 dicembre 2013

SCHUMACHER, CON IL FIATO SOSPESO

(30/12/2013) – Il neurochirurgo Stéphane Chabarde (che lo ha operato), il responsabile del reparto Rianimazione Jean-François Payen, il responsabile del reparto di neurochirurgia Emmanuel Gay, il Direttore aggiunto del Centro Ospedaliero di Grenoble (dove è ricoverato) Marc Penaud, e il chirurgo (amico) Gérard Saillant. La vita di Michael Schumacher è nelle mani di questi uomini, oltre che nella sua forte tempra fisica. Il collegio medico che lo ha preso in cura dopo il violento incidente di ieri mattina sulle nevi in località Mèribel (Alta Savoia) – ha sbattuto con la parte destra del cranio su una roccia - si è espresso ufficialmente in mattinata: il sette volte campione del mondo di F1 è stato operato d’urgenza per gli ematomi e le contusioni cerebrali nonché l’edema cerebrale patiti e ora è in coma farmacologico per ridurre la pressione cranica e garantire la migliore ossigenazione possibile. La situazione è “molto seria” e la prognosi non è sciolta. “Non ci possiamo pronunciare sulle possibilità di sopravvivenza”, questa la frase choc che fa rimanere tutti col fiato sospeso. Unanime considerazione: senza casco sarebbe morto. Molto scure, durante la conferenza stampa, le facce del’equipe medica che, come detto, sta seguendo “ora per ora” il decorso post-operatorio. Posto che si esca da questo incubo, interrogativi si pongono sulle conseguenze neurologiche di Schumi (45 anni il 3 gennaio prossimo)ma questa, ora, è un’altra storia. La famiglia, attorno alla quale si stringono migliaia di amici-tifosi-simpatizzanti-sportivi (il suo sito personale è preso d’assalto) nel ringraziare per il supporto ha chiesto di rispettare la comprensibile privacy.

1 commento:

  1. è un uomo che non si dà per vinto facilmente, contiamo su questo per sperare nella sua ripresa.

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