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venerdì 8 novembre 2013

ROSSI - BURGESS: PERCHE' FINISCE UNA STORIA

(8/11/2013) – Quella di Valencia sarà l’ultima gara della MotoGp 2013 ma anche l’ultima del binomio epico Rossi - Burgess. Un po’ a sorpresa, per la verità, The Doctor ha annunciato la separazione dallo storico capomeccanico, che lo seguì nella sua clamorosa e trionfale diaspora dalla Honda alla Yamaha, proprio in apertura del week end che chiuderà una stagione, la sua, certamente migliore di quelle devastanti trascorse alla Ducati, ma altrettanto indubbiamente al di sotto delle aspettative. L'iniziale secondo posto in Qatar - grande rimonta - aveva fatto sperare nel “ritorno” a tutti gli effetti del mirabolante Rossi, poi la pista ha sancito la superiorità dei tre spagnoli Marquez, Lorenzo e Pedrosa. Meno male, la ciliegina della vittoria di Assen. Ma non è servito. “In tutti questi anni Jeremy è stato quasi come un papà per me nelle corse, ma era il momento giusto per cambiare”, ha sancito impietoso il marchigiano. Perché? Rossi ha negato dissapori: “Avevo solo bisogno di un cambiamento per trovare nuove motivazioni ed avere una spinta in più in vista del 2014”. Una cosa è certa: lo scorso giugno Burgess, dati alla mano, non aveva mandato a dirgliele. In un’intervista era stato sincero: "Se Rossi dovesse vincere un altro mondiale, sarebbe un miracolo. Quando sei giovane hai un coraggio e un modo di affrontare i rischi in gara che con gli anni non hai più. Valentino deve accettare il passare del tempo". Va bene gli stimoli nuovi, ma Vale deve essersela legata al dito.

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