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lunedì 18 novembre 2013

MOTOR SHOW POLITICO. Bologna o Milano? Decida il Governo!

(18/11/2013) - Sul sito ufficiale del Motor Show di Bologna permane una scritta che è tutto un programma: Tenetevi forte. Ne vedrete delle belle…”. Sembra una prima risposta alla dichiarazione di guerra alla storica manifestazione bolognese consegnata venerdì scorso dall’ex patron Alfredo Cazzola che, insieme all’AD di Fiera Milano Enrico Pezzali, ha lanciato la concorrente  (anche nella data: 11 -21 dicembre) Milano Auto Show. Le reazioni sono state sostanzialmente di pollice verso. Sul web rimbalza la dichiarazione di un non meglio identificato portavoce Fiat secondo il quale i Saloni di Ginevra, Parigi e Francoforte – per quanto riguarda l’Europa – bastano e avanzano. Ma, come era ovvio, a difesa del Motor Show scendono in campo le truppe del Comune di Bologna – il Sindaco Virginio Merola si è attivato nei confronti del collega Pisapia di Milano – e della Fiera Bologna. Ma è richiesto l’intervento del Ministro dello Sviluppo Economico Zanonato: questa settimana lo incontreranno il Sindaco e l'Assessore regionale dell'Emilia Romagna alle Attività Produttive Giancarlo Muzzarelli! Rimettiamo in fila le posizioni. L’assessore comunale di Bologna Matteo Lepore intanto questa mattina a fornito chiarimenti sull’argomento in sede di question time a due  consiglieri che chiedevano: quali informazioni si avevano? Si ritiene di affidare ad altro soggetto l’organizzazione del MS 2014?. Leggete….


BOLOGNA. RISPOSTA DELL'ASSESSORE COMUNALE AL QUESTION TIME 
"In questa fase dobbiamo affrontare la criticità che abbiamo di fronte, il resto dei temi li affronteremo più avanti. La discussione che abbiamo aperto ora è con il ministro Zanonato, doveva esserci un incontro la settimana scorsa, è stato rinviato a questa settimana, per cui il Sindaco e l'assessore Muzzarelli incontreranno il Ministro a breve ed oggetto di quell'incontro sarà la volontà politica del Governo di avere in Italia un salone dell'auto di importanza internazionale. Capire se su questo il sistema Paese decida, o meno, di coordinarsi e fare squadra; è di questo che stiamo parlando al di là delle nostre questioni locali e dei litigi. Si tratta di capire se il mercato dell'auto italiano ed europeo abbia bisogno di avere qui, in questa area geografica, un salone degno di questo nome. E se il Governo italiano intenda giocare un suo ruolo: se la risposta è sì occorre chiarire un rapporto tra istituzioni, perché è vero che ci sono privati che fanno il loro mestiere, investimenti e rischiano di tasca propria, ma è anche vero che quando si tratta di asset fieristici e di un argomento come questo parliamo anche di economia e di interesse pubblico.
In questi giorni abbiamo letto varie dichiarazioni dei protagonisti di questa vicenda, vedremo quelli che saranno gli sviluppi rispetto all'incontro che ci sarà questa settimana. Un'edizione del Motor Show nel 2014 per noi è l'obiettivo che la Fiera deve perseguire, ovviamente insieme agli organizzatori. Sappiamo che ci sono dei contratti, dei nodi da sciogliere, sappiamo altresì che il progetto Motor Show va fortemente rinnovato, è una cosa che il Sindaco ha auspicato e detto. Insieme all'assessore Muzzarelli e alla presidente della Provincia è stata data un'indicazione, un tema che secondo noi può caratterizzare il nostro territorio: l'innovazione tecnologica e la mobilità sostenibile per il trasporto privato, ma anche quello pubblico. Ricordo infatti il tavolo della Bredamenarinibus, su cui Consiglio comunale e Giunta siamo impegnati, stiamo infatti dicendo assieme alla Regione che Bologna deve essere un polo industriale per il trasporto pubblico a livello nazionale. Se davvero Bologna vuole caratterizzarsi sui temi del trasporto sostenibile e dell'innovazione e della ricerca è importante che ci sia un lavoro di sistema che dal Governo nazionale a scendere faccia squadra.
Ad oggi queste sono le nostre attenzioni. Ribadisco che l'informazione ufficiale è arrivata dai media, prima non ci sono stati prima momenti di interlocuzioni ufficiali".

NOTA DEL PRESIDENTE DI FIERA BOLOGNA DUCCIO CAMPAGNOLI

Quando  nasce qualcosa gli si fanno comunque e sempre gli auguri.
L’unica cosa che mi corre l’obbligo di ricordare oggi è che il salone dell’Auto Italiana c’era e c’è  ed è il Motor Show  di Bologna,  riconosciuto ed inserito nel calendario 2014  dall’Organizzazione Internazionale dei Saloni dell’Auto – OICA. Il Motor Show è un marchio di BolognaFiere, che BolognaFiere ha contribuito a sviluppare affidandolo al Sig. Cazzola che poi ne ha venduto ai francesi di  Gl Events  l’organizzazione solo qualche anno fa, così come ha venduto la sua quota azionaria in BolognaFiere e in Fiera Rimini nonché lo storico Lingotto di Torino e la Fiera di Padova. L’unica cosa quindi che il Sig. Cazzola non può dire è che si è dovuto muovere come salvatore della patria per non “far restare l’Italia senza un Salone dell’Auto “. Comunque non si è ancora capito che cosa sia in concreto questo Milano Auto Show se non che, per quel che appare, forse una riedizione del vecchio format bolognese.
A Fiera Milano invece, che offre i suoi padiglioni all’iniziativa, debbo esprimere di nuovo la protesta per non veder rispettate le regole minime dei calendari fieristici e  il rammarico per veder buttato a mare di nuovo il lavoro che abbiamo cercato di costruire in questi mesi assieme, anche a tavoli istituzionali, per costruire le prospettive di un sistema fieristico italiano fondato sulle specializzazioni consolidate e veramente al servizio delle imprese e di una politica fieristica ed industriale seria per il Paese.
Aggiungo, anche se questo è certamente un commento facilmente attribuibile a un “politico” che è veramente sconfortante, di fronte alle necessità e alle sfide che riguardano anche  il settore dell’auto in Italia e un mercato  precipitato agli ultimi posti, dover  assistere a “giochi” che alla fine possono solo portare ad un risultato a somma zero.
In ogni caso ho fiducia che  Governo, le Istituzioni interessate e gli imprenditori responsabili dicano che deve  esserci una politica fieristica nel Paese e non  lasciata all’idea che Milano Fiere, difficilmente definibile Società privata,  sia il polo autorizzato ad azzerare tutti gli altri, invocando di volta in volta, come già avvenuto per le fiere dell’edilizia e dell’alimentare e per altre ancora,  l’occasione e il richiamo dell’Expo 2015.
BolognaFiere invece è convinta che occorre pensare all’industria e al mercato dell’auto in Italia mettendo da parte “chiacchere e lustrini” e adottare una visione più ampia che possa valorizzare tutta la grande qualità e il valore internazionale dell’automotive, corrispondere ai bisogni e alle esigenze di tutti i giorni dei consumatori e di una nuova mobilità nelle città ed essere un vero incontro utile per tutte le case automobilistiche e per il mondo degli appassionati  e degli sportivi. BolognaFiere è quindi impegnata a lavorare per sviluppare queste linee progettuali per il Motor Show di Bologna, con veri ed autorevoli esperti del settore,  e sta verificando con Gl Events  il grado del loro impegno.

DICHIARAZIONE DELL'AD DI FIERA MILANO, ENRICO PAZZALI


 “L’automobile  torna a Fiera Milano, che ospitò una mostra dedicata alle quattro ruote nell’epoca pionieristica dell’auto, dal 1920 al 1937. Questa è stata la prima ragione per cui la sfida che ci ha proposto Cazzola ci ha subito sedotti. Ce n’è poi una seconda, che condividiamo con Cazzola: l’ambizione di dare all’auto una piattaforma di sviluppo e rilancio dei consumi di livello internazionale, in grado di competere con i grandi saloni europei e di supportare un comparto che ha ancora molto da offrire: può contare su un formidabile patrimonio industriale e tecnologico, su una tradizione di design e gusto che il mondo ci invidia e - non dimentichiamolo - su un parco circolante di 37 milioni di veicoli. Faremo il Salone dell’auto a Milano forti di questa consapevolezza. E convinti che Milano garantisca le migliori condizioni “ambientali” per un successo: non solo per le caratteristiche qualitative e la notorietà internazionale del suo centro espositivo, ma anche perché la nostra città è una riconosciuta icona del bello e delle tendenze del gusto. Inoltre Milano è un laboratorio importante della mobilità urbana sostenibile. Le sue iniziative in questo senso le hanno consentito in soli due anni di migliorare nettamente la posizione occupata nella classifica delle città europee più congestionate e sono osservate con grande interesse dall’industria dell’auto. Sull’onda dei cambiamenti di abitudini e politiche urbane in atto il nostro Salone sarà l’ambito ideale per guardare in modo innovativo il futuro della mobilità in città. Da ultimo, il fatto che Milano Auto Show debutti pochi mesi prima di EXPO 2015, quando gli occhi del mondo saranno ormai tutti puntati su di noi, non può che essere una ragione in più  per credere nell’evento. Forse mai come ora noi abbiamo bisogno di tornare a sognare e ritrovare fiducia nelle nostre capacità. Il rilancio dell’automobile fa parte di questo sogno, e il Salone milanese ne sarà il carburante”.

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