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lunedì 7 ottobre 2013

RED BULL, RED ALARM. Il seme del dubbio

Giancarlo Minardi
(7/10/2013) – Forse questa volta la Red Bull ha esagerato. “Scandalizza” ancora il dominio mostruoso del tedesco a Singapore e ieri a Yeongam si è avuta una prestazione-replica, solo un po’ mitigata probabilmente dalla necessità di preservare gli pneumatici, l’anteriore destro in particolare. Distacchi inflitti ad ogni giro, e a qualsiasi avversario, di cui non si aveva memoria in Formula 1. Tra l’altro, da parte di una sola macchina (Webber sempre attardato). Non c’è partita. E ora qualcuno comincia ad alzare la voce. Lewis Hamilton, per esempio: “Accelerare in uscita di curva venti metri prima degli altri è una cosa che io mi potevo permettere nel 2007, quando avevo il traction control”. Il seme del dubbio è gettato. E fa il paio con le cognizioni che Giancarlo Minardi si è fatto direttamente a Singapore e che ha poi prontamente divulgato provocando la reazione risentita di Chris Horner & C. Minardi, come si faceva un tempo, era andato a verificare il comportamento di auto e pilota in un determinato tratto. Ebbene, la Red Bull di Vettel era in grado di aprire il gas 50 metri prima degli altri e l’orecchio percepiva chiaramente un “grattare” del motore paragonabile, parole di Minardi, all’entrata in funzione in accelerazione del traction control. Ieri, durante la trasmissione Parco Chiuso su RaiSport 2 lo stesso Minardi ha rilanciato l’allarme in ottica 2014: “Gli ingegneri mi dicono che con il turbo si verificherà un effetto patinamento degli pneumatici in seconda, terza e quarta marcia. C'è una F.1 di Serie A e una di Serie B. A questo punto non saprei dire se siamo alla fine di un ciclo, come spesso accade all’avvento di un cambio regolamentare. Se la Red Bull ha trovato una soluzione vincente a livello di mappatura del motore o di kers, per carità del tutto legittima, sono un po’ preoccupato per l’esito del prossimo campionato”.   

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