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mercoledì 16 ottobre 2013

CORDOGLIO PER LA MORTE DI SEAN EDWARDS

(16/10/2013) – C’è vero sgomento per la tragica fine di Sean Edwards, leader della Porsche Supercup, rimasto ucciso ieri durante una sessione di test privati sulla pista del Queensland Raceway a bordo (lui come passeggero-istruttore) di una Porsche 996 guidata da Will Holzhemeir. Quest’ultimo, giovane figlio del titolare della scuderia Dellow Racing, è rimasto seriemente ferito. L’impatto con le barriere del circuito nei pressi di Brisbane è stato violentissimo e il pilota inglese, 26 anni, residente a Montecarlo, pare sia morto sul colpo. L’incendio che ne è scaturito ha purtroppo ritardato i soccorsi. In queste ore giungono le attestazioni di stima per lo sfortunato e promettente figlio di quel Guy che il primo agosto del 1976 al Nurburgring, insieme a Merzario, Ertl e Brett Lunger, contribuì a tirare fuori Niki Lauda dalla carcassa in fiamme della Ferrari. Nel film “Rush” di Ron Howard, Sean aveva impersonato il padre proprio nella scena che ha rievocato l’incidente del campione austriaco. La Motor Sports Association inglese ha formulato un breve messaggio: "Sean era un giovane corridore estremamente promettente che è cresciuto attraverso le formule juniores in Gran Bretagna, prima di fare una carriera nelle gare sportive internazionali. L' Msa esprime le sue condoglianze alla famiglia di Sean, gli amici e fan in questo momento difficile”. Harthmut Kristen, capo del Motorsport di Porsche lo ha definito “Uno dei piloti più popolari e di successo della Porsche Supercup”. SRO Motorsports Group ha ricordato quanto si fosse fatto valere nelle serie GT: "Sean era un membro popolare e rispettato della comunità internazionale delle corse. La sua morte prematura si farà sentire in tutto il settore". All'unanime cordoglio si è unito David Coulthard che ha twittato il suo dolore: “Top uomo e super razza di talento, condoglianze ai suoi cari”. Allen Mc Nish, 3 volte primo alla 24 Ore di Le Mans, amico del padre ha riassunto una vita: “Questo è stato un anno di svolta per lui. Stava mostrando il talento che aveva. A parte questo, era un ragazzo che amava la vita, amava andare in bicicletta, era forte e in forma”. Questo, infine, l’ultimo tweet di Edwards che quest’anno aveva vinto le 24 Ore del Nurburgring e di Dubai e che era in Australia per la prima volta: “Oggi dovrebbe essere divertente, spero non ci siano troppi canguri come a Bathurst!"

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