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venerdì 4 ottobre 2013

ANNIVERSARY / 6 OTTOBRE 1973. CEVERT, MORTE BRUTALE. 40 anni fa il fatale incidente a Watkins Glen

(4/10/2013) - L’incidente che 40 anni fa (il 6 ottobre 1973) ha strappato alla vita e alla F.1 quell’immenso talento naturale che era Francois Cevert viene tuttora ricordato come uno dei più cruenti. Mezzogiorno del sabato, prove: il parigino, 29 anni, su Tyrrell 006-Ford, dopo aver affrontato velocissimo la famosa “esse” del circuito nordamericano di Watkins Glen è stato visto perdere il controllo della macchina schiantatasi violentemente sul guard-rail per poi ribaltarsi impazzita. Mai chiarite le cause, si parlò di uno pneumatico forato. La protezione a bordo pista cedette, facendo infilare la monoposto tra le lamiere e straziando, così, il corpo del pilota. Un pneumatico anteriore colpì inoltre duramente il casco. Inutile ogni soccorso, anche da parte dei piloti che per primi accorsero: Carlos Pace e Jody Scheckter (la scena è rievocata anche nel film “Rush”). Proprio con quest’ultimo, solo 15 giorni prima a Mosport, per il GP del Canada, c’era stato un grosso screzio a causa di un altro brutto incidente dal quale fortunatamente ne uscirono vivi, anche se Cevert accusò una forte botta alla caviglia. 
La morte, quello stesso anno (il quarto per lui nella massima formula, sempre con la Tyrrell che nel ‘70 utilizzava un telaio March), l’aveva conosciuta a Zandvoort dove perì drammaticamente Roger Williamson e lui si classificò secondo dietro il compagno di squadra Stewart. Lo scozzese, all’apice della carriera, stravedeva per il Francois – definito da tutti il suo delfino – e l’anno seguente ne sarebbe diventato a tutti gli effetti l’erede visti i propositi di ritiro, a maggior ragione confermato dopo il drammatico evento. Cevert era un idolo in Francia, bello (un flirt anche con Brigitte Bardot) con profondissimi occhi azzurri e benestante. Il padre, Charles Goldenberg, russo, era gioielliere. La passione scocca grazie alle gesta del cognato Jean Pierre Beltoise (marito della sorella Jacqueline). Lui si iscrive allora alla Scuola di automobilismo di Montlhery e comincia la scalata. Bellissime le pagine scritte alla guida della italiana Tecno con la quale vince tanto in Patria e poi in F.3 e F.2 spianandosi la strada verso l’agognata F.1 dove ha il tempo di vincere una sola gara nel 1971 (su 46 disputate), proprio a Watkins Glen dove due anni dopo trovò la morte. P.S.: Di seguito, un aneddoto tratto dal libro “Tecno. La storia” (EFFEBI) che dice molto del sacro furore di Francois. Nel ’68 acquista una Tecno di F.3….



La prima corsa è in calendario il 12 maggio. Il 6 viene informato che la monoposto è pronta e, insieme alla compagna Nanou, a bordo di una Citroen Break, parte dalla Francia verso Bologna per ritirarla. All’arrivo, la sorpresa: c’è solo il telaio. Sfuriata pazzesca ma non demorde: aiuta i meccanici e la macchina è finalmente a posto nel pomeriggio del venerdì 10 maggio. Il tempo di provarla all’Autodromo di Modena e poi subito in viaggio verso il circuito dove arriva, stremato, nella mattinata del sbato. Non riesce a qualificarsi ma viene ammesso alla partenza. Numerosi incidenti falcidiano gli avversari finché si ritrova secondo dietro Depailler che alla fine sorpassa e vince! 
 
Cevert sulla bolognese Tecno

Cevert con Stewart di cui era il "delfino" 
La replica del casco di Cevert che Vergne ha presentato a Montecarlo quest'anno







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