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venerdì 25 ottobre 2013

ANNIVERSARY / 26 OTTOBRE 1983. PRIMI GIRI DI ALBORETO SULLA FERRARI. Di nuovo un italiano alla corte del Drake 10 anni dopo Merzario



(25/10/2013) – Sulla pista dei sogni, Fiorano, Michele Alboreto aveva già girato - era fine aprile del 1981 - pochi giorni prima del suo debutto in F1 a Imola su una Tyrrell. Ferrari autorizzò, pochi giorni prima del GP, quel giovane e simpatico italiano, già campione europeo di F3, a prendere confidenza con la monoposto di Ken il “boscaiolo” che aveva deciso di offrigli una chance. Due anni dopo – il 26 ottobre 1983 – su quella stessa pista il milanese inanellava i primi giri al volante di una Ferrari, fresco di contratto! Un italiano di nuovo alla corte della mitica scuderia italiana, a distanza di dieci anni da Arturo Merzario sacrificato sull'altare dell'arrivo di Niki Lauda. Alboreto, a 26 anni, potè saggiare la potenza della 126C3 turbo sul circuito di prova del Cavallino compiendo 81 emozionanti giri (circa 250 chilometri) che sancirono il ritrovato connubio interamente tricolore. Due strade che avevano cominciato ad incrociarsi già al tempo della bella vittoria di Michele nella gara di campionato europeo di F2 a Misano, nel 1981, con la Minardi BMW (unica vittoria assoluta del costruttore romagnolo): Enzo Ferrari si interessò seriamente a lui. Michele, quell’anno, vinse anche la sua prima gara di F1 a Detroit e, sceso dal podio, dichiarò che gli italiani erano in grado di essere vincenti e che era un peccato non potessero guidare una Ferrari (preciserà che si riferiva a De Angelis e Patrese). 
Il Commendatore gli rispose per via epistolare spiegando le sue ragioni e il pilota contro-rispose. Che piacevole sapore d’antico in quello scambio di lettere. Solo un anno dopo (1982), fu a lui che il Drake si rivolse quando dovette pensare alla sostituzione dell’amato Gilles Villeneuve perito a Zolder, ma il contratto che lo legava alla Tyrrell non lasciava scappatoie. Nel mese di luglio del 1983 l’atto decisivo: Alboreto riceve la telefonata di Marco Piccinini – plenipotenziario di Ferrari – che lo invita a Maranello per “comunicazioni”. Lì si ritrova al cospetto del Drake che gli chiede di guidare per lui nel 1984, insieme a René Arnoux.  Naturale ed entusiasta il sì (c’era in ballo anche un’offerta Mc Laren, poi dominatrice di quegli anni). “Mi ricorda in certi momenti la guida pulita ed efficace di Alberto Ascari”, dirà di lui il Commendatore che lo paragonerà, per velocità e bello stile, anche a Von Trips. Il 26 settembre venne ufficializzato e comunicato il suo ingaggio (800 milioni di allora) e un mese dopo era in pista a Fiorano, per il primo, indimenticabile test sulla Ferrari. A Maranello resterà per cinque stagioni, tra alti e bassi.

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