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sabato 19 ottobre 2013

ANNIVERSARY / 20 OTTOBRE 1978. GUNNAR NILSSON: CAMPIONE UMILE, AMICO VERO

(19/10/2013) Gunnar Nilsson è stato una meteora in F1. Solo due annate e 35 anni fa la scomparsa, ma è riuscito a vincere un Gran Premio, in Belgio nel 1977. Guidava la splendida Lotus 78 ad effetto suolo ed era compagno di Mario Andretti che quell’anno di gare ne vinse quattro. I due si ritrovarono alla corte di Colin Chapman l’anno prima. Piedone dopo che Parnelli si ritirò lasciandolo senza volante (l’ingegnere inglese lo ingaggiò mantenendo una vecchia promessa), lo svedese all’ultimo momento al posto di Ronnie Peterson (suo connazionale e grande amico) che preferì in extremis accordarsi con la March. Nel ’76 andò due volte a podio. Due campionati, dunque, e poi nel 1978 la morte prematura, nell’ospedale londinese Charing Cross, divorato da un cancro a 29 anni. Cinque settimane prima, da tempo senza capelli e magrissimo, aveva partecipato ai funerali di Peterson morto per le ferite alle gambe riportate nell’incidente di Monza. Perché ricordarlo? Perché è veramente un pilota d’altri tempi di cui si serba tuttora positiva memoria per la sua semplicità, la sua umanità, il suo essere amico. Con Mario Andretti il sodalizio fu eccezionale in pista e fuori dalla pista. 


Si frequentavano. Oggi sarebbe impossibile. Gunnar, poi, era veloce come tutti i piloti svedesi. Nato a Helsinborg il 20 novembre del 1948, debuttò in Formula Vee nel 1974 e nel 1975 vinse subito (8 vittorie) il celebre campionato inglese di F.3. Saltò la F.2 e nella massima formula avrebbe certamente potuto cogliere altre affermazioni. Negli ultimi tempi invitò gli amici ad attivarsi per favorire la creazione di una fondazione per la ricerca scientifica contro il cancro: la risposta del mondo fu eccezionale e si raccolse un miliardo 440 milioni di lire (in Italia il settimanale Autosprint diretto da Marcello Sabbatini fece la sua parte sensibilizzando i tanti lettori). 





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