Translate

giovedì 19 settembre 2013

MERZARIO: “CON KIMI ALLA FERRARI POVERO ALONSO!”

(19/9/2013) – Una cosa è certa: la F.1 è diventata noiosa ma la scelta Ferrari di affiancare nel 2014 Raikkonen ad Alonso potrà fornire quelle scintille troppo spesso assenti in pista. Tutta carne che sottoponiamo alla griglia dell’ex ferrarista Arturo Merzario, dall’alto della sua pluri-decennale esperienza corsaiola. Il nuovo dualismo è infatti il tema del giorno alla vigilia del Gran Premio di Singapore e la conferma si è avuta già in conferenza stampa. Il finlandese, stimolato sull’argomento, già pensa ai rimedi: “Non siamo due pivellini ma se nascessero problemi ne parleremo…”. (Ha detto anche che il problema Lotus erano i soldi…)  
Allora Arturo, come si mette alla Ferrari con la nuova coppia?
Eh, povero Alonso! E’ una decisione pericolosa per lui che ha spinto sempre per la riconferma di Massa che non gli ha mai creato troppi problemi. Kimi invece non guarda in faccia a nessuno, come è giusto che faccia qualsiasi pilota, e potrà dargli grossi grattacapi. Ricordatevi che alla Mc Laren fu Alonso a perdere le staffe in una situazione analoga, anche se Hamilton era un rookye. Passando al motociclismo, Rossi fece di tutto per non aver in squadra Lorenzo che infatti poi si dimostrò superiore. Sì, per lo spagnolo si annuncia vita dura e quel che è peggio per lui è che Kimi, col suo carattere, non lo “cagherà” per niente. Doppio smacco!
Non stai dando troppo presto per “superato” Fernando?
Nessuno mette in dubbio la sua bravura, ma ci sono anche gli altri. A mio avviso, nel 2012 il mondiale lo ha perso Alonso e non la Ferrari. I suoi ultimi quattro gran premi sono stati pessimi, con prestazioni scarse al livello al quale era. Alonso ha preteso e criticato tanto ma non ci ha messo quel qualcosa in più del necessario.
Ma a Monza è stato l’unico a cercare di andare a prendere Vettel, ha fatto un sorpasso-monstre a Webber…
Sì, ma in prova ha sbagliato alla grande! Massa gli è stato davanti! Quello che voglio dire è che non si disimpara a guidare ma se perdi un centesimo in quella curva, poi un centesimo in quell’altra, se sbagli mentre ti giochi la pole, allora qualcosa non va. Lui, come  avvenuto per Schumacher, ormai è tranquillo: ha vinto due mondiali, ha guadagnato tanto, è popolarissimo. Ha di tutto e di più: non so se ha ancora tanta fame di successo e di denaro.
E sulla polemica “siete dei geni”, “siete dei scemi” che dici?
Io ho capito subito dei scemi, poi ho avuto qualche dubbio. Fosse comunque accaduto ai tempi del Drake non l’avrebbero fatto entrare più a Maranello. Se uno non riesce ad effettuare una prestazione valida non deve poi addossare la responsabilità al team tanto più che la tattica delle scie è stata certamente concordata insieme.
Torniamo a Raikkonen: ma non fu giubilato a Maranello senza troppi rimpianti? Lui stesso disse che l’addio fu una “liberazione”, che in Ferrari c’era troppa politica…
Alla Ferrari sarà sempre così. Chi arriva deve sapere che porterà addosso un peso perché è la Casa metro di paragone nel mondo delle corse. Varcare il cancello di Maranello ti cambia la vita, in meglio ma forse anche in peggio. La responsabilità, poi, è anche di voi giornalisti che imponete a chi guida per il Cavallino di essere sempre al top.
La seconda opzione per il dopo Massa, si è appreso, era Hulkenberg. Era disponibile anche un certo Valsecchi…
Mah, Davide, comasco come me, è il mio figlioccio e mi dispiace dire che probabilmente il suo treno l’ha già perso. Sarà difficile diventi titolare del volante Lotus lasciato da Raikkonen. Purtroppo è così, il talento innato non basta. Per la Ferrari, io vedevo bene Grosjean: è un emergente, è veloce, uno che venderebbe padre e madre per i risultati. E’ quello che ci vuole per la Ferrari.
Un’ultima domanda: dobbiamo rassegnarci ad una Formula 1 sostanzialmente noiosa e dominata dalla Red Bull?
La tecnologia l’ha resa noiosa. Si dovrebbe tornare al cambio manuale, all’acceleratore con il cavo, a cambi gomma eventuali e non programmati, ad avere pochi meccanici al box e non le centinaia attuali. E’ utopia, lo so, ma poi dicono che bisogna contenere i costi. Il fatto è che a decidere sono i Team e la Fia, ormai, è chiamata solo a ratificare. Jean Todt non ha fatto un granché.

Nessun commento:

Posta un commento