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martedì 3 settembre 2013

IL MIO NOME E' ALLISON, JAMES ALLISON. Il neo DT Autotelaio Ferrari chiamato a fare miracoli

(3/9/2013) – Monza per la Ferrari è il Gran Premio di casa ma anche una delle ultime chance di restare in corsa con Alonso per il mondiale. Anche a Maranello si è lavorato sodo dopo Spa per approntare il pacchetto giusto per arginare, o meglio, sbaragliare l’invincibile Red Bull (di Vettel). L’arma in più potrebbe essere quel James Allison che da tre giorni è Direttore Tecnico Autotelaio: sarebbe magnifico un suo sigillo tipo quello che Adrian Newey, grazie ad azzeccate soluzioni aerodinamiche, appose alla Leyton House di Ivan Capelli che al Gp di Francia del 1990 combattè – finchè tenne il motore – con la superiore Ferrari di Alain Prost. Come noto, per Allison, laureato a Cambridge, è un ritorno in sella al Cavallino dove dal 2000 al 2004 a buona ragione condivise gli incredibili successi della Rossa di Schumacher. La sua esperienza (anche a livello di wind tunnel) non si discute: Benetton (con Tombazis che ritrova a Maranello), Larousse, Renault, Lotus: la speranza è che possa subito metterla a frutto sul circuito più veloce del Circus. La sfida tecnica è accattivante e la spiega l’altro osservato speciale del week end, Felipe Massa. “Sul circuito di Monza utilizziamo il minor carico aerodinamico dell’intera stagione. Ed è il tracciato sul quale rileviamo la più alta velocità di punta. Questo circuito richiede una monoposto molto precisa, ma allo stesso tempo non si può sacrificare troppo il carico aerodinamico, necessario per affrontare le curve lente. Il motore riveste un ruolo molto importante, e spero che il nostro V8 ci conceda un po’ di vantaggio. Sulle altre piste questo aspetto è poco significativo perché la differenza tra i vari motori è minima, mentre a Monza ha un peso maggiore. Negli ultimi anni le velocità di punta si sono abbassate a causa dell’introduzione di nuovi regolamenti tecnici, anche se - onestamente - è una differenza che il pilota non avverte. Ricordo le velocità che raggiungevamo con il motore V10, ma alla fine la sensazione che si prova quando si viaggia a 360 o 340 km/h non è poi così diversa”. 

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