Translate

martedì 16 luglio 2013

INQUIETUDINE DUCATI. Intervista a Claudio Lusuardi

(16/7/2013) – Niente da fare, la Ducati non risorge. Non che al Sachsenring ci si aspettasse chissà quale risultato ma vedere Dovizioso lottare strenuamente con la CRT di Espargaro e arrivare a 30” dal vincitore è il classico punto di non ritorno… Proviamo a interpellare Claudio Lusuardi, uomo di sport e di meccanica, grande amico di Claudio Castiglioni e Walter Villa, esperienze importanti con la Ducati bicilindrica, 5 volte campione italiano, nonché costruttore. E’ lui che ha sfornato il telaio in alluminio vincente per Angel Nieto nel campionato spagnolo del 1980, è stato mentore di Cadalora, è lui che ha messo per primo un certo Valentino Rossi, a 14 anni, su due ruote e un motore. Oggi è concessionario Ducati per Modena e provincia. 
Lusuardi, i ducatisti devono rassegnarsi ad un campionato così?
Che dire, niente di nuovo: andava male e continua ad andare male. Ci vorrà tempo perché devono rivedere tutte le scelte e le strategie adottate nei due anni scorsi per Rossi. Dovrebbero fermarsi un attimo e cercare qualcos’altro… E per fortuna hanno Dovizioso che è un bravo collaudatore, umile, con criterio.
L’inizio stagione non è stato così critico, mentre da qualche gara le prestazioni sembrano essersi appiattite in basso…
E’ una situazione imbarazzante! Devono comporre un collage, hanno cose nuove da provare e far funzionare, e poi anche troppi piloti! Tutto questo richiede tempo. Ricordo che il Reparto Corse della Ducati dispone di 85 addetti contro i 1200 di Honda e Yamaha, ma la verità è che stanno pagando con gli interessi il disastro di strategie e scelte, anche avventate, degli ultimi due anni. E’ incredibile la quantità di roba che hanno prodotto, con foga, per Rossi. Troppo
L’esperienza col Dottore è stata proprio così devastante?
Hanno voluto a tutti i costi il miglior pilota ma Rossi è arrivato frustrato dalla Yamaha e ha cominciato a dare indicazioni su una moto che non conosceva. Con tutto il suo staff ha cominciato ad intervenire a 360 gradi ed è cambiato tutto. Si è creata una confusione bestiale. Prendere Vale è stato un errore: avesse vinto il merito era tutto suo, la sconfitta è sulla spalle della Ducati. Guardate Valentino quest’anno: è salito su una moto già pronta che aveva già Lorenzo ottimo collaudatore.
Ma dice bene chi punterebbe su piloti con uno stile di guida “ruvido” tipo, oggi, Crutchlow?
Tutti vorrebbero il pilota vincente ma non è facile trovare qualcuno che sappia andare oltre i problemi. Capirossi è cresciuto con quel progetto, Stoner era un fenomeno e comunque sì, io Crutchlow ce lo vedrei bene in sella ad una Ducati. Il fatto è che hanno il motore Desmosedici che è ormai obsoleto. Gli unici con lo stesso schema, gli stessi ingombri condizionanti del 2003 che non hanno più ragione di essere. Guardate il quattro cilindri in linea della Yamaha, vincente.


E’ legittimo dire che ci si aspettava di più dai nuovi proprietari tedeschi?
Sì, ma attenzione: i tedeschi sono bravi in programmi a lunga scadenza. Ora anche loro sono costretti ad ingoiare il rospo ma non lo faranno in eterno. Certo, le cose non si modificheranno molto nel 2014 perché va cambiato il metodo di lavoro, politica, mentalità, approccio. Occorre lavoro di equipe e tempo, che non c’è. Prima Preziosi decideva per tutti, era un accentratore. Dispiace sia stato epurato ma non c’era più spazio per lui.
Le piace l’attuale MotoGp?
Non comprendo quel che succede. Le CRT cosa sono? E poi quando uno sale in sella praticamente smonta il cervello tanto rilevano o apportano tutto il GPS e l’elettronica. Faccio un esempio: prima si usava la pedana per dare stabilità e direzionalità alla moto, ora arrivano alle staccate a gamba larga. Purtroppo hanno copiato troppe diavolerie della Formula 1.

Nessun commento:

Posta un commento