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giovedì 18 luglio 2013

DAVIDE RIGON, TALENTO IN FREEZER

(18/7/2013)Davide Rigon si materializzò, in elegante abito griffato Ferrari e ovviamente con un radioso sorriso stampato sul volto,  alla cerimonia di presentazione a Maranello della 150° Italia, nel mese di gennaio del 2011. Era avviato il suo rapporto con il Cavallino nel gruppone di piloti - oggi comprende anche Pedro de la Rosa e Andrea Bertolini – dediti soprattutto al simulatore. Un italiano con un piede dentro nella grande Casa automobilistica italiana dopo l’addio di Badoer, poi chissà. Manco a dirlo, quello stesso anno, il veneto di Thiene seguito managerialmente da Giovanni Minardi, fu protagonista di un brutto incidente in GP2 dove era impegnato con il Team Coloni. Una manovra un po’ azzardata del colombiano Julian Leal lo spedì frontalmente contro il muretto box: rottura di tibia e perone. Seguì la lenta convalescenza, la ripresa, l’intenso impegno con i tecnici del Cavallino e ora finalmente, in quel di Silverstone, un po’ di luce della ribalta sul ragazzo che il 26 agosto compirà 27 anni. Dopo ore e ore calato nel sofisticato macchinario dal quale ogni ingegnere spera di trarre dati preziosi per lo sviluppo delle monoposto, è sceso in pista per i test Pirelli. Ieri 76 giri, 447.716 chilometri percorsi e 9° miglior tempo (1.34.874), concentrato in una serie di prove di natura prevalentemente aerodinamica. 
Abbiamo lavorato intensamente - ha detto Rigon al termine della prima giornata -  all’inizio soprattutto sul mio adattamento alla vettura perché ad eccezione del Filming Day di Barcellona non avevo esperienza in pista con la F138. Qui a Silverstone avevo già guidato con la GT, ma la Formula 1 è tutto un altro mondo! Non abbiamo cercato il tempo, ma lavorato principalmente sulla raccolta dati derivata dalla comparazione di diversi pacchetti aerodinamici, aspetto importantissimo per il mio lavoro al simulatore. Con le gomme non ho avuto particolari problemi, anche se non abbiamo fatto run troppo lunghi. Rispetto al test di Magny-Cours dell’anno passato le esigenze sono diverse e il programma è più lungo, ma sono felice di avere questa responsabilità e sono grato alla squadra per la fiducia che viene riposta nel mio impegno, spero davvero che possa essere utile”. Magnussen è stato autore ieri della miglior prestazione, ma è un pilota più giovane e in decisa carriera. Quale futuro attende invece Rigon? Il curriculum è eccellente: dopo gli esordi in F. Bmw Adac è stato vincitore della F. Renault e F.3 italiane, vincitore della Euroseries 3000 nel 2007, vincitore della 24 Ore di Spa nel Fia GT (Team BMS) nel 2008, vincitore per due anni della Superleague (2009-2010), esperienza in GP2 (con la Trident e la Coloni). Quest’anno è impegnato anche nel Blancpain Endurance Series su Ferrari 458 GT2 del il Team svizzero Kessel e all’esordio ha Monza ha vinto. Occorre ripetersi: dove sarebbe oggi Rigon se fosse inglese?


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