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venerdì 12 luglio 2013

ALONSO: “PAURA? DOPO SILVERSTONE PIÙ RISPETTO PER IL PERICOLO”


(12/7/2013) – Sono tempi difficili per Fernando Alonso: polemico con Pirelli, secondo in classifica con Vettel che allunga, la Ferrari F138 abbisogna di novità efficaci e non si sa ancora, al momento, se lo spagnolo parteciperà ai test di Silverstone della prossima settimana. Allentiamo la tensione e, tramite l’estratto dell’intervista rilasciata dall’alfiere del Cavallino a Jan Krebs, giornalista inviato da RTL, che ha avuto il “privilegio” di un giro con lui su una F12 lungo il vecchio e terribile Nurburgring, vediamo di (ri)scoprire l’Alonso più genuino. La situazione, nonostante tutto, merita un voto rispettabile: “La Ferrari la vedo bene, gli darei un otto, un buon punteggio, perché anche se non siamo i più veloci la nostra è una macchina molto completa. Per quanto riguarda me stesso non devo essere io a dare un voto, sicuramente sono cresciuto molto rispetto ai primi anni, ma c’è sempre margine per migliorare con l’esperienza, gara dopo gara”. Certo, ci sono momenti-no ma Fernando, si sa, è coriaceo: “Non è mai facile dimenticare una brutta gara, però sai che è il tuo lavoro e che esistono cose più importanti nella vita. Quando una gara va male bisogna pensare subito alla prossima, mai al passato”. Alonso e la paura: “Si qualche volta ho avuto paura, soprattutto nelle gare sul bagnato, quando si perde tutta la visibilità. Da quando poi abbiamo visto gomme che non riescono a tenere c’è un po’ di rispetto in più per la velocità e la sensazione di pericolo”. L’argomento è ancora caldo e ci si sofferma sulle clamorose esplosioni delle gomme al Gp di Inghilterra: “La prima sensazione è sul volante, perché tutta la macchina inizia a vibrare e senti che il posteriore diventa molto leggero. A quel punto...

devi iniziare a controsterzare. Se questo ti succede a metà di una curva veloce è impossibile da gestire, perché non hai abbastanza tempo per reagire, come è successo purtroppo a Felipe, che era a metà curva e la macchina ha immediatamente perso il controllo. Se invece accade sul rettilineo c’è una minima possibilità di recuperare la macchina. E’ certamente un’esperienza scioccante, un momento del tutto inaspettato che non sei mai pronto a controllare, perché tutto accade in centesimi di secondo. Dopo aver comunicato con il team via radio cerchi di arrivare al box il più velocemente possibile, perché sei nel mezzo di una gara e devi recuperare il tempo perso”. Dove trovi la tua forza interiore, l’energia per rilassarti e ricaricarti?, gli chiede ancora il giornalista tedesco: “La prendo dalla famiglia, uno dei fondamenti su cui si basa la teoria dei Samurai: loro dicono che si vive seguendo degli obiettivi, e tra questi uno è la famiglia, il clan”. L’attività fisica, lo sport, permeano i suoi giorni: “Anche se a volte mi capita di passare due giorni sul divano a guardare le televisione. Anche quando non devo lavorare sulla preparazione (per le gare) cerco sempre di praticare un po’ di sport, è la mia passione. Mi piacciono tante discipline, il calcio in particolare”. Infine, la domanda tipica per un pilota: cosa significa per te la velocità? “Tutto. Senza velocità è difficile capire una giornata. Mi piace la velocità, mi piace fare tutto in fretta.

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