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giovedì 23 maggio 2013

IVAN CAPELLI, DOMANI 50 ANNI E...UN RAMMARICO

(23/5/2013) – Prepariamoci a fare gli auguri ad Ivan Capelli: l’attuale commentatore della F.1 per la Rai domani compie 50 anni. Una carriera tra luci e ombre per il milanese che mise in evidenza il suo grande talento vincendo prima il titolo italiano e poi quello europeo di F.3, compreso il prestigioso Gran Premio di Montecarlo sotto gli occhi di tutti i grandi capi della F.1. E lì non tardò ad approdare grazie ad una chance accordatagli dalla Tyrrell Renault con la quale debuttò a stagione 1985 inoltrata nel GP d’Europa a Brands Hatch. Di nuovo in pista ad Adelaide, un bel quarto posto gli conferì i primi punti iridati ma non il sedile della monoposto inglese. Nel 1986 fece suo il Campionato Europeo di F.3000 e trovò sporadico posto alla AGS Motori Moderni, ma con scarsi risultati. Le prime soddisfazioni arrivarono grazie all’esperienza alla March nel 1986 motorizzata Cosworth (sesto a Montecarlo) e nel 1988 Judd (due podi: terzo in Portogallo, anche se per la squalifica delle due Benetton, e secondo in Portogallo). Un anno buio nel 1989 e poi di nuovo luci della ribalta alla Leyton House (nel ’90 motorizzata Judd e nel ‘91 Illmor) con la quale si ricorda il fantastico secondo posto – con le migliorìe di un certo Adrian Newey - al Paul Ricard dietro solo la Ferrari 641 di Prost. Poi l’esperienza Ferrari nel 1992, primo anno pieno del ritorno di Montezemolo (non fu lui a sceglierlo ma il predecessore). Doveva rinverdire l’epopea dei grandi milanesi alla corte del Cavallino (Ascari, Alboreto), fu invece un flop clamoroso. La F92, quella a doppio fondo di Migeot (c’era anche Postletwhait), risultò sbagliata





e la stessa Casa Ferrari viveva commercialmente il suo annus horribilis (l’anno dopo arrivò la prima cassa integrazione). Capito l’andazzo, il Presidente Montezemolo era già molto impegnato per il 1993: furono contattati Barnard, Lauda e come pilota, Berger. Capelli, in pista, finì a due ruote all’aria a Montecarlo e in testa-coda alla Parabolica di Monza. Venne licenziato: “La sua stagione – scrive Montezemolo nel libro “Le grandi vittorie Ferrari” – fino a quel momento non era stata esaltante: sia ben chiaro, per colpa della macchina e non per colpa sua. Mi aveva infastidito, però, l’atteggiamento eccessivamente polemico e negativo che aveva assunto, da persona senza più alcuna motivazione. C’era bisogno, invece, di gente con il coltello fra i denti, disponibile a sposare una sfida e un’avventura sapendo che i risultati sarebbero arrivati con fatica, e non subito. Chiamai Capelli nel mio ufficio dopo il Gran Premio del Portogallo del 27 settembre e gli dissi che avrei preferito non partecipasse alle ultime due corse, in Giappone e in Australia”. Lo sostituì Larini. L’anno dopo si accasò alla Jordan Hart ma anche questo legame senza risultati venne meno a fine stagione e fu l’addio definitivo alla F.1.


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