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lunedì 27 maggio 2013

ALONSO, HAMILTON, PEREZ: PILOTI, CHE GENTE...

(27/5/2013)Alonso, Hamilton, Perez: le loro prestazioni (e le loro dichiarazioni) di ieri a Montecarlo stanno dando adito a commenti e considerazioni non proprio consone al loro riconosciuto status di piloti top oppure – è il caso del messicano – di astro nascente. Alla fine, i musi lunghi la dicevano altrettanto lunga sullo stato d’animo evidentemente alterato rispetto alle aspettative della vigilia.

ALONSO. Porta a casa, mogio come non mai, uno striminzito settimo posto. D’accordo, la Ferrari a Montecarlo non si è dimostrata competitiva ma certe cose da lui non te le aspetti. Per esempio, la porta aperta che ha consentito a Sutil, Button e Perez di infilarlo senza troppi patemi. In un circuito dove non si supera! Avete visto come Hamilton ha invece bloccato le iniziali velleità di Vettel? Fernando pare essersi “distratto” nel tentativo a sua volta di superare all’esterno chi lo precedeva. Ma sono “omaggi” alla concorrenza che non ti aspetti da un mastino come lui.  Oggi purtroppo non siamo riusciti a trovare un buon passo come di solito accade la domenica forse per colpa della poca trazione, un problema che ci ha afflitto anche in Bahrain. Con questa gara si è concluso un weekend nel complesso difficile, iniziato con una qualifica che ci ha relegato in mezzo a un gruppo di piloti che non avevano nulla da perdere. Se non avessi tagliato la chicane non sarei riuscito ad evitare il contatto con Perez, e lo stesso è successo con Sutil alla Loews. A proposito dell’azione di Sergio non ho molto da dire, il suo atteggiamento ricorda quello che avevo io nel 2008 o nel 2009, perché quando non lotti per il Campionato puoi prenderti più rischi, mentre per me oggi era importante finire la gara e portare a casa più punti possibile”.

HAMILTON. Ai microfoni dei giornalisti TV piuttosto inebetito e senza veri sorrisi, ha risposto: “Nulla da dire, l’unica cosa sbagliata sono stato io”. C’è da capirlo: dall’altra parte il compagno di squadra Rosberg, dopo la pole che bissava quella di Barcellona, ancora festeggiava per il successo stellare. E’ un’altra “umiliazione”, dopo l’ordine box a suo favore al GP di Malesia, che patisce in una squadra della quale doveva prendere le redini e che invece si sta compattando attorno al più redditizio tedesco. In realtà, ha aggiunto di non sentirsi a suo agio e la prima neutralizzazione di gara gli ha pure fatto perdere il podio.

Quando la safety car è uscita, avevo bisogno di mantenere il divario così abbiamo provato un doppio pit-stop, ma purtroppo il gap era troppo grande e le due Red Bull mi hanno superato E’ l’ automobilismo e queste cose accadono, a volte. E 'la pista più stretta al mondo qui e praticamente impossibile superare se non si è molto più veloci quindi non c'era nulla che potessi fare per migliorare la mia posizione”. 

PEREZ . Sta diventando lo spettro di gara per gli altri piloti più attendisti. Checo invece dal Barhain ha deciso di sopperire alle manchevolezze della sua Mc Laren con una condotta aggressiva e senza troppi calcoli. Bello il sorpasso al compagno Button – lo ha proprio sorpreso – e decisa anche l’azione ai danni di Alonso che ha tagliato la chicane per evitare guai (ma ha dovuto cedere la posizione). Più controverso il tentato sorpasso all’iceberg Raikkonen. Forse Perez è partito troppo tardi mentre il pilota della Lotus ha a sua volta sapientemente chiuso la porta. 
"Avevo fatto una grande gara ma a mio parere Kimi non mi ha lasciato abbastanza spazio quando ho provato a passarlo appena usciti dal tunnel e come risultato ho sbattuto. Ho preso un colpo ai condotti dei freni anteriori che si sono surriscaldati.  E 'particolarmente frustrante ritirarsi da un Gran Premio in cui hai guidato duro e veloce, specialmente quando sei così vicino al traguardo. Quindi, tutto sommato, sono estremamente deluso per la squadra, quanto per me stesso". Raikkonen, da parte sua, parla di “manovra stupida” di Perez: “E’ entrato in curva troppo veloce. Mi ha colpito da dietro e questo è tutto. Se lui pensa che sia colpa mia non sa quello che dice. Non è la prima volta che urta qualcuno e non può aspettarsi che gli altri stiano sempre a pensare a quello che combina lui".
Ricordate il libro di Enzo Ferrari? Piloti, che gente…

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