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giovedì 18 aprile 2013

LA STORIA DELLA F.1 DAL 3 MAGGIO AL MUSEO CASA NATALE E. FERRARI. 17 monoposto in esposizione


Due monoposto che faranno parte della mostra: Ferrari T4 e Williams FW15D

(18/4/2013) - A poco più di un anno dalla sua inaugurazione, il Museo casa natale Enzo Ferrari di Modena “apre” alla F.1 nella sua totalità. D’altronde è stata la magnifica ossessione del Drake. Dopo la rassegna “Le grandi sfide Ferrari – Maserati”, che ha celebrato le due leggendarie Case che hanno fatto di Modena la cosiddetta “capitale dei motori”, dal 3 maggio sarà la volta della mostra “Grand Prix: le Monoposto del Campionato di Formula 1”. Diciassette monoposto che, tra il 1950 e il 1994, hanno scritto pagine di storia della massima formula automobilistica, dalla mitica Alfa Romeo 159 del 1951 alla Williams FW15D con la quale Prost conquistò il suo ultimo titolo iridato nel 1993. L’evento è stato presentato a Roma, presso la sede dell’Enit, l’Agenzia Nazionale del Turismo, alla presenza del suo Presidente Pier Luigi Celli, del Direttore Generale Andrea Babbi, e a Mauro Tedeschini e Adriana Zini, rispettivamente Presidente e Direttore del Museo. A permettere l’allestimento è stato Giovanni Perfetti, direttore del Museo Ferrari di Maranello i cui numeri eccezionali restano l’obiettivo a medio termine del nuovo polo museale cittadino modenese. Nel suo primo anno di attività si sono contati oltre 77 mila visitatori di cui il 70% stranieri provenienti da oltre 48 paesi europei e del mondo. Con questa mostra, il Museo conta di rimpinguare i suoi numeri ed inoltre, grazie al suo ben definito ruolo espositivo di automobili storiche intese come opere d’arte e la promozione della Motor Valley padana, entra a far parte di un piano nazionale. L’Italia deve aver il coraggio di investire di più nella cultura prendendo esempio dalle doti simbolo di Enzo Ferrari: innovazione ed iniziativaha infatti detto il Presidente dell’ENIT, Celli che ha parlato del Piano Strategico del Turismo e delle sue 61 azioni a lungo termine finalizzate a coinvolgere e sostenere tutti gli operatori del settore “per incitare il Paese al cambiamento e alla reazione”. Allora tutti ad ammirare questo parco macchine da sogno:  


Alfa Romeo 159: Museo Alfa Romeo (1951); Mercedes W196: Mercedes-Benz Classic  (1955); Lancia Ferrari D50: Museo Nazionale dell'Automobile "Avv. Giovanni Agnelli" (1956); Maserati 250 F: Collezione Panini (1957); Porsche 804: Collezione Museo Porsche (1962); Cooper Maserati: Collezione privata (1967); Ferrari 312 B: Collezione privata (1970); Tecno: Collezione Bianchini (1973); Ferrari 312 T: Collezione privata (1975); Brabham Alfa Romeo: Museo Alfa Romeo (1978); Ferrari 312 T4: Collezione Donelli Vini  (1979); Renault RS11: Collezione Renault (1979); Ligier: Collezione privata (1979); Alfa Romeo 183: Collezione privata (1983); McLaren MP 4/4: Collezione McLaren (1988); Ferrari 640: Collezione Autoluce (1989); Williams FW15D: Collezione Donelli Vini (1994). Ma non solo: sono state annunciate tante altre vetture che si avvicenderanno secondo una rotazione a tema esplicativa dello sviluppo della F.1 e una World Champion Line con l’esposizione di oltre 50 caschi di piloti campioni del mondo ed elementi tipici delle corse: alettoni, musetti, tute di gara, volanti e motori.

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