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martedì 23 aprile 2013

ANDREA MONTERMINI, IL CAVALLINO SEMPRE NEL CUORE. Da domenica protagonista nel GT Open con la Ferrari 458 della Villorba Corse


(23/4/2013) Andrea Montermini, classe 1964. Classe di ferro. L’indomito pilota di Sassuolo sarà ancora tra i protagonisti del GT Open, la serie ideata e organizzata dalla spagnola GT SPORT di Jesus Pareja.  Scenderà in pista già da questo fine settimana al Paul Ricard, sulla Ferrari 458 GT2 della Villorba Corse che gli ha affiancato un altro pezzo da novanta dell’automobilismo tricolore, Luca Filippi. Il Cavallino è nel suo cuore: fu collaudatore della Rossa nel 1991, poi altre esperienze simili con Benetton, Tyrrell, Lola e in pista con Simtek, Pacific e Forti. Macchine scarse, però. Cercò fortuna in America nella F. Cart e in Imsa per trovare infine gloria con le GT: ha corso la 24 Ore di Le Mans e di Daytona, poi il Fia GT, infine le vittorie nel GT Italiano e nel GT Open. Questa mattina è ad Adria per lo shake down della macchina.

Andrea, da questo week end di nuovo in pista per…
Per stare davanti! Puntiamo al massimo risultato, non c’è dubbio. Il team, Raimondo Amodio, hanno fatto non pochi sacrifici: uno sforzo e un lavoro incredibili per essere competitivi, prendendo tra l’altro anche un pilota di tutto rispetto come Luca Filippi.

Appunto, Filippi: pensi gli si debba concedere un “periodo” di studio della categoria?
Non penso, Luca è molto forte e ha già esperienza di diverse gare del genere dove ha fatto bene. Semmai si dovrà lavorare sull’affiatamento, sull’amalgama con me e con la squadra. Insomma, prevedo un rodaggio minimo.

Tu conosci bene il campionato GT Open: come lo vedi quest’anno?
E’ un campionato ai massimi livelli. Ci sono diversi aspetti belli, anche se ne ricordo altri meno belli legati a certi punti del regolamento, ma il gioco degli handicap lo rende aperto ed estremamente competitivo. Quest’anno il parco macchine è di tutto rispetto e tra i piloti ci saranno Pantano, il brasiliano Luis Razia che ha perso la Marussia in F.1 per una questione di sponsor, e nel GT3 Gentleman un certo Magnussen.

A proposito di sponsor, il tuo compagno di squadra Filippi è uno di quelli che pur avendo titoli e meriti non ha trovato un volante nella massima formula. Cosa ne pensi?
Lui è un po’ la fotografia dell’attuale situazione economica. Ci sono Paesi che possono investire e che quindi portano avanti i propri piloti e poi l’Europa in un momento finanziariamente non florido. Senza aziende forti e senza sponsor adeguati non si va avanti e la nostra scuola ne soffre.

Valsecchi può costituire l’eccezione?
So che è considerato moltissimo dal suo Team. Se farà bene la sua parte avrà qualche opportunità ma questo dipende anche dal rendimento di Grosjean che comunque in Barhain è andato molto bene, salendo sul podio.



La Ferrari è uscita malconcia dalla gara di domenica scorsa in Barhain: fossi in Alonso come ti sentiresti?


Sicuramente molto deluso. Nessuno può dare più di tanto, oltre le potenzialità della macchina, e purtroppo per lui ha pagato salatissimo il difetto al DRS che specie su quella pista è troppo importante.  Peccato perché altrimenti sono sicuro avremmo visto una bella lotta con Vettel. Ma sono cose che succedono: le corse sono anche questo. C’è la sfortuna ma tutto è migliorabile e, individuato il difetto, servirà a migliorare le auto di tutti i giorni.

Hai visto il duello fratricida tra Button e Perez? E’ accettabile?
Ho visto e non sono assolutamente d’accordo con la gestione Mc Laren. In Ferrari non sarebbe successo. Io avrei chiarito parecchie cose: lì ci sono in ballo milioni di euro e gli interessi di squadra quindi la gara andava disputata in modo corretto. A maggior ragione poiché erano coinvolti due compagni di squadra. Certo è che non deve mai succedere di prendersi a ruotate in pieno rettilineo. Non accade nemmeno tra auto a ruote coperte!

Ha fatto bene la Ferrari a riconfermare Massa?
Penso di sì. C’erano altri piloti disponibili ma alla Ferrari avevano il polso della situazione: Felipe ha avuto difficoltà, si è ripreso da un incidente molto brutto e l’anno scorso ha finito in crescendo. A Maranello avranno fatto le loro brave valutazioni, senza rischiare tentativi sul mercato piloti.

Insomma Andrea, ti piace questa F.1 tutta pit-stop?
Sì, a me piace perché con la possibilità di effettuare strategie diverse dà la possibilità di ben figurare anche a piloti e macchine non di primo piano.

Tu l’hai praticata poco: hai qualcosa da rimproverarti? Come ricordi l’esperienza di collaudatore Ferrari? Fin quando pensi di gareggiare?
Che dire: se avessi avuto altre macchine avrei potuto dimostrare qualcosa di diverso. Certo, le monoposto mi mancano ma l’esperienza in Ferrari rimane indimenticabile. Mi ha dato tanto sul piano umano e tecnico. Correrò fin quando avrò l’opportunità di essere competitivo: solo questo è il  limite che mi indurrà ad appendere il casco al chiodo.

Sei nato a Sassuolo: contento della promozione in Serie A della squadra di calcio?
Oddio, non seguo molto il calcio ma certamente mi fa piacere. Credo lo abbia proprio meritato.

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