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giovedì 14 marzo 2013

PER FELIPE MASSA GLI ESAMI NON FINISCONO MAI


 (14/3/2013) - Per buona parte dello scorso campionato Felipe Massa non è riuscito a trovare il feeling con la Ferrari F2012 e Montezemolo, come gli ha spesso bonariamente rimproverato, ha visto in lui solo un lontano parente del pilota  targato 2008. E’ riuscito però a riscattarsi nel finale guadagnandosi la riconferma per un altro anno. Ma gli esami non finiscono mai e il brasiliano è già sulla graticola. Non sappiamo se la F138 potrà insidiare seriamente e subito la Red Bull ma è certo che occorre avere due Ferrari che mordono e prendono punti pesanti.  Lui si professa fiducioso: “Oggi per me quel che conta è la consapevolezza di aver fatto un buon lavoro e che la macchina mi abbia dato buone sensazioni, che sia ben progettata e più facile da guidare rispetto all’anno passato. Credo ci sia il potenziale per lottare per le posizioni di testa, anche se attualmente non sappiamo dove siamo rispetto alle altre squadre”. Inutile dirlo: la posta in palio è il mondiale che sfugge da cinque anni (da 4 il Costruttori) ma anche la permanenza a Maranello, che lui non vuole certo salutare: “Non so cosa accadrà, ma certamente l’obiettivo è quello di rimanere con il più famoso team di Formula 1 e quella che sento come la mia seconda famiglia da tanti anni. Dipenderà molto dai risultati, quindi non penso troppo al futuro e cerco di rimanere concentrato solo sul Mondiale che sta per iniziare”. Il moderato ottimismo è un retaggio delle ultime prestazioni 2012 e dei test collettivi pre-campionato: “Penso di aver dimostrato a quanti non avrebbero scommesso su di me di saper affrontare i momenti difficili. L’anno scorso dopo una prima metà di stagione estremamente complicata, non mi sono lasciato condizionare da tutto quello che sentivo dire e sono tornato competitivo come sempre, e quest’anno voglio ripartire con quella stessa motivazione”. Sulla nuova monoposto: “Inizieremo la stagione con una macchina migliore rispetto allo scorso anno. Resto positivo e soddisfatto dell’andamento delle prove, durante le quali ho potuto notare l’evolversi dell’auto dal primo all’ultimo giorno, quando, felice del bilanciamento raggiunto dalla F138, mi sono sentito a mio agio al volante”.


Felipe quest’anno ha un’altra motivazione forte che certamente lo responsabilizzerà ulteriormente: è l’unico pilota brasiliano nella massima formula. Non succedeva dal 1978 quando restò solo Emerson Fittipaldi a tenere alta la bandiera. Ora, perso Bruno Senna e con Luis Razia autentica meteora, tocca a lui tenere alto il vessillo. Al riguardo, a margine della esibizione organizzata dallo sponsor “energetico” per le strade di Rio de Janeiro, Felipe ha dimostrato di aver preso decisamente in mano la situazione con dichiarazioni forti.  Consapevole del progressivo rallentamento del vivaio brasiliano ha detto di aver investito soldi nel tentativo di creare una categoria in Patria ed ha criticato la Federazione Automobilistica Brasiliana che offre poche opportunità ai piloti carioca. Infine ha stigmatizzato la cancellazione della pista di Jacarepagua intitolata a Nelson Piquet (aprì le danze Reutemann nel 1978 sulla T2 gommata Michelin, chiuse nel 1989 sempre la Ferrari 640 – prima monoposto col cambio al volante - con Mansell), auspicando ne venga realizzata una nuova a rio o nei dintorni.


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