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lunedì 11 marzo 2013

“LE CORSE CHIAVE DI VOLTA PER IL RILANCIO ALFA ROMEO”. Lo dice Roberto Ferrari, Presidente Associazione Italiana Concessionari Alfa Romeo (AICAR)

Il Presidente AICAR, Roberto Ferrari

(11/3/2013) - Rilancio e ritorno alle corse dell’Alfa Romeo, monta l’entusiasmo e la speranza tra gli appassionati dopo la presentazione a Ginevra della 4C. Una settimana fa l’intervista a questo blog di Angelo Sticchi Damiani ( http://motor-chicche.blogspot.it/2013/03/sticchi-damiani-si-al-ritorno-in-pista.html ) nella quale il Presidente nazionale dell’ACI anticipava l’intenzione di spendersi in una sorta di “moral suasion” nei confronti di Torino a favore di una presenza nel mondo delle competizioni, pista o rally che siano, del “costruttore nazionale”. In questo senso, arriva ora un altro autorevole endorsement: Senza ombra di dubbio la chiave di volta per far tornare, con una buona dose di rivincita, l’Alfa Romeo nel luogo esatto dove deve essere, e cioè nell’olimpo delle automobili in commercio, sta in un percorso che preveda, io ne sono assolutamente convinto, un Trofeo monomarca 4C o ancor meglio delle macchine che si mettano in bagarre con le tanto rispettate ma “odiate” auto tedesche, quale ricetta corretta e coerente per permetterci di avere milioni di fans in giro per il mondo con una bandiera Alfa Romeo nei vari e più blasonati circuiti. Aggiungo che tutti i piloti che hanno corso e vinto con le Alfa Romeo sono ancora nella memoria collettiva
La dichiarazione, netta, è di Roberto Ferrari, da cinque anni Presidente AICAR (Associazione Italiana Concessionari Alfa Romeo) e vice presidente europeo. Milanese, 39 anni, è AD della concessionaria Sprintauto di Rho per Milano e a capo di una concessionaria che comprende tutti i brand del Gruppo Fiat. (Nel Consiglio dell’AICAR, tra l’altro, siede Antonio Tamburini che con l’Alfa ha corso nel Superturismo). I dealers del Biscione sono in trincea da tempo. Nel primo bimestre le vendite in Italia hanno fatto segnare un preoccupante – 37,21% rispetto allo stesso periodo del 2012. Ma nelle parole del Presidente Ferrari non ho colto alcun accento di risentimento, anzi. Resistono fiduciosi, con granitica determinazione e passione, legatissimi all’italianità del marchio. Autentici missili in rampa di lancio.

Ma come avete preso le dichiarazioni di Marchionne a Ginevra che ha parlato di rilancio Alfa Romeo che parte dalla 4C ma che avverrà fuori dall’Europa? (CLICCA SU CONTINUA A LEGGERE)



Lo scorso settembre io ho partecipato a Las Vegas ad una riunione di tutti i dealers statunitensi e dell’Area Commonwealth del Gruppo Chrysler durante la quale furono mostrate in anteprima, alla presenza di Sergio Marchionne,  sia la 4C che la Giulia. ho avuto l’opportunità di vedere una standing ovation di due minuti da parte di circa 3000 persone. Credo che l’unica interpretazione corretta del concetto espresso da Marchionne a Ginevra sia che non è stato importante andare sulla Luna quanto la tecnologia espressa per arrivarci. L’Alfa Romeo deve avere e ha vocazione mondiale e per permettere la copertura rapida degli investimenti, concorrenziale ai nostri reali competitors che sono Audi, BMW e Mercedes, noi non possiamo permetterci di inventare di sana pianta un bi-turbo da 3000cc e aspettarci di venderlo solo nell’austera Europa di questi anni. Quindi, per poter fare macchine assolutamente in linea col nostro brand, dobbiamo essere capaci di far tornare a sognare i consumatori statunitensi, sudamericani e cinesi.

Questo non comporta tempo ed energie sottratti al mercato italiano che purtroppo è in caduta libera?
Gennaio e febbraio sono stati mesi tremendi in fatto di acquisizione e evasione di ordini, ma è stato un mercato asfittico per tutti i brand. Alfa Romeo ha pagato numeri importanti anche perché abbiamo uno dei nostri tre prodotti, la 159, che da quest’anno non è più prodotta e commercializzata e quindi perdiamo volumi nel segmento nel quale non siamo presenti. Io comunque non interpreto la dichiarazione di Marchionne come una categorizzazione di serie B del mercato europeo, e quindi di quello italiano. E’ una questione di numeri: per poter continuare a costruire prodotti ad alta segmentazione e vocazione sportiva occorre avere una base di mercato più ampia. Poi, il rilancio dell’Alfa Romeo a partire dai mercati stranieri non distingue un ritardo della presentazione dei prodotti in Europa, tanto è vero che la 4C sarà nei saloni dei concessionari italiani che io rappresento da settembre e già in questi giorni stiamo ricevendo ordini, ordini, ordini (lo ripete 3 volte) da clienti appassionati del brand. Quindi non arriveremo dopo ma saremo uno dei tanti mercati che Alfa Romeo riuscirà a colpire.


Settembre è però ancora lontano….
Credo che adesso obiettivo reale di noi concessionari Alfa Romeo sia quello di mantenere vive le nostre strutture, acceso il fuoco della passione con le straordinarie Giulietta e la simpaticissima Mito e di assistere le nostre auto circolanti. In attesa di tempi di più ampi respiro e opportunità.

1 commento:

  1. Auto belle e che t'invogliano prima ad ammirarle e poi guidarle perchè hanno un'anima, tutti le desiderano e chi non sa costruirle o disegnarle le vuole comprare come i crauti o wrustel, a se Giugiaro non avesse disegnato la prima Golf e adesso non gli avessimo venduto i motori......

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