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mercoledì 26 giugno 2019

FLASHBACK / GP FRANCIA 1999. BARRICHELLO - STEWART, PRIMA POLE A MAGNY COURS



(26/6/2019) – Un sabato da leoni per Rubens Barrichello e la Stewart, quel 26 giugno del 1999 al Gran Premio di Francia, venti anni fa. Nel corso del terzo anno di impegno, la scuderia fondata dall’omonimo grande ex pilota scozzese – 80 anni pochi giorni fa – cominciava finalmente a bazzicare le zone alte della classifica. Complici anche le bizzarre condizioni meteo, il brasiliano già in odore di Ferrari, riuscì a piazzare la sua zampata in quel di Magny Cours conquistando una emozionante pole position precedendo gli altrettanto sagaci Alesi su Sauber e Panis su Prost. Grande la gioia al box per i protagonisti di questa avventura che però ebbe vita breve. Come in gara, tutta o quasi sul bagnato. Scattato in testa, Barrichello dovette battagliare con vari piloti, safety car e pit-stop, date le condizioni della pista molto variabili tra asciutto e nuovi insidiosi scrosci di pioggia. Niente male, dopotutto, il terzo posto finale dietro Frentzen su Jordan-Mugen Honda e Hakkinen su Mc Laren – Mercedes ma prima delle due Ferrari di Schumacher e Irvine (5° e 6°)! Il 1999 fu l’annata migliore della Stewart e infatti qualche mese fu l’altro pilota della Scuderia, Johnny Herbert, a regalare l’unica vittoria al GP d’Europa al Nurburgring. Nel 2000, la Jaguar (leggi Ford) rilevò il tutto ma senza successi maggiori.

martedì 25 giugno 2019

HAPPY BIRTHDAY / PATRICK TAMBAY 70 ANNI, CUORE FERRARI




(25/6/2019) – Domenica scorsa si è corso al Paul Ricard, circuito inaugurato nel 1970: quel giorno c’era anche un giovane parigino amante dello sci, tal Patrick Tambay,  e fu allora che scoccò il colpo di fulmine per l’automobilismo. Oggi l’ex pilota ed ex ferrarista compie 70 anni: buon compleanno! Tambay, ritiratosi dalla F1 nel 1986 dopo 114 GP disputati, resta uno dei piloti più amati dal popolo del Cavallino: simpatico, calmo e con uno stile di guida molto pulito, ha legato il suo nome alla Scuderia di Maranello in uno dei suoi momenti più drammatici. Dopo il debutto con la Surtees nel 1978, il successivo ingaggio da parte della Mc Laren e una stagione 1981 tribolata tra Theodore e Ligier, la morte di Gilles Villeneuve a Zolder l’8 maggio 1982 gli aprì le porte della Ferrari. Il Drake pensò a lui per sostituire a partire dal GP di Olanda l’amatissimo canadese del quale, tra l’altro, Patrick era grande amico. Quando Gilles si trasferì in Europa, a Montecarlo, trovò proprio in Patrick un amico fidato e di lingua comune per sistemare al meglio la famiglia composta anche da Joanna e dai figli Jacques e Melanie. Tambay, poi, vinse la prima gara al volante della Rossa in Germania, nel terrificante week end che spezzò le gambe e la carriera di Didier Pironi. Lo ricordiamo tutti sventolare la bandiera sul podio con un sorriso triste, anche lui incredulo davanti a tanta amara realtà.

In quella stagione, con una 126 C2 formidabile, Tambay potè perfino accarezzare il sogno di vincere il titolo, ma erano vetture ad effetto suolo estreme – forze centrifughe pazzesche - e il francese ne pagò il prezzo procurandosi dolorosi problemi ad una spalla che lo costrinsero a saltare il Gp di Svizzera e l’ultimo Gp di Las Vegas. Storica e indimenticabile, poi, la vittoria al Gran Premio di San Marino 1983, sempre nel nome di Gilles. Fu il suo ultimo anno alla corte del Drake che lo dipinse come uno con il “complesso del semaforo” alludendo alle sue costanti brutte partenze che vanificavano gli sforzi in qualifica. L’addio, per la verità, fu brusco e al suo posto arrivò di nuovo un italiano, Michele Alboreto, ma Patrick non polemizzò da gran signore qual era ed è. Lo attendeva la Renault ma qualche podio in due anni servì solo a far decidere il ritiro dalla F1 alla Regie. Inutile il finale di carriera alla Lola. Il cuore di Tambay è restato alla Ferrari e lui risponde ad ogni chiamata dall’Emilia per rinverdire quei due anni così brevi ma così intensi e perciò indimenticabili (l’ultima ad aprile, quando è intervenuto ad una festa in onore di Mauro Forghieri a Pozza di Maranello).

lunedì 24 giugno 2019

POST FRENCH GP / HAMILTON MEGA HAMMER, VETTEL MISSING, LECLERC E RICCIARDO SHOW


(24/6/2019) – C’è qualcuno che può “salvare” questo campionato? La domanda è d’obbligo dopo l’ennesima vittoria solitaria di Lewis Hamilton al Gran Premio di Francia. Il fatto è che anche la risposta sembra obbligata: no. Ieri non ci è riuscito l’unico altro a disporre di quell’arma micidiale che è la Mercedes W09 e cioè Valtteri Bottas, completamente annichilito dall’inglese. Né, dopo la bella prova di Montreal, ci è riuscita la Ferrari che se la cava con uno stantio refrain: “Non era una pista favorevole a noi”… Dunque? Dunque tanta noia, come si è visto ieri su un circuito storico ma snaturato da chicane – addio rettilineo del Mistral duro e puro – e colate di asfalto ovunque. Ho detto storico ma snaturato: un po’ come si è ridotta questa F1 sonnolenta e senz’anima. Si salvano il solito Ricciardo che, certo, ha un po’ esagerato ma che assurdamente, dopo aver subito disattenzioni alla Red Bull, ora guida una monoposto non ancora competitiva (ah, Ferrari cosa ti sei fatta sfuggire!), e poi Leclerc. Il ferrarista non può rimproverarsi nulla: al massimo sia in prova che in gara, coronata da un buon terzo posto finale con attacco a Bottas fino all’ultima curva. La sua verve fa da contraltare alla gara-ombra del compagno di squadra Vettel che nel week end francese non ha mai trovato il giusto feeling con la SF90 e si deve accontentare del quinto posto dietro il solito “guastafeste” Verstappen (anche lui in ribasso però). Il fatto che, nella fase calda del campionato, il giovane Charles sopravanzi nettamente in qualifica e in gara il quattro volte campione del mondo deve far riflettere. Vettel ha compromesso tutto il sabato, sebbene anche lui non avrebbe potuto ambire più del terzo gradino del podio, come in Canada ha rovinato tutto con l’uscita di pista sotto pressione di Hamilton. C’è sempre qualcosa che non va nel tedesco e questo è abbastanza sconcertante e inoltre così si perdono punti pesanti da capitalizzare nella sia pur remotissima ipotesi di un calo delle frecce d’argento o di un possibile harakiri interno tra Hamilton e Bottas. Quest’ultimo, sia pur frastornato dalla prepotenza dell’inglese, ha dichiarato – meno male – che non demorde e che Lewis non è imbattibile. Lo provi.


Il campionato degli altri ha visto la conferma della ritrovata competitività della Mc Laren ora quarta forza tra i Costruttori: complimenti a Sainz, molto concreto, e a Norris. Detto di Ricciardo, la Renault, che correva in casa, non ha fatto una bella figura a dimostrazione che c’è ancora un po’ di confusione dalle parti di Abiteboul e Prost. C’era da aspettarsi una gara matura da parte di Raikkonen e così è stato: dietro il compagno di squadra Giovinazzi in qualifica, ha poi inquadrato alla grande la gara ed è stato ancora lui a portare punti all’Alfa Romeo alla vigilia del 109° compleanno della Casa del Biscione. Senza punti ma non senza coraggio la prova della Toro Rosso e soprattutto dei suoi due piloti Kvyat e Albon, autori di bei sorpassi. Decisamente in ribasso le azioni della Racing Point e della Haas che nonostante un pacchetto tecnico di tutto rispetto pagano carenze varie che andrebbero analizzate meglio e risolte. Russell e Kubica, al solito, se la vedono tra di loro e, al solito, l’inglese tiene dietro il polacco… Vabbè, qualche giorno e si corre in Austria. Ai bei tempi l’appuntamento con Zeltweg era ad agosto e sovente la pioggia rendeva emozionate la gara. Vien da sperare che qualche goccia arrivi anche a giugno altrimenti…buonanotte a tutti!!!

martedì 18 giugno 2019

PARCO VALENTINO, IL PROGRAMMA SHOW DI TORINO


(18/6/2019) - A poche ore dal taglio del nastro della 5ª edizione di Parco Valentino, il Motor Show di Torino che si svolgerà dal 19 al 23 giugno, si svelano i modelli esposti che spaziano dalle ultime tecnologie in fatto di motorizzazione, con una folta rappresentanza di auto elettriche e ibride plug-in, ai modelli iconici e classici dei brand, alle novità e anteprime presentate per la prima volta al pubblico italiano.


Le meraviglie del Cortile del Castello del Valentino

Uno spettacolo che comincia dal Cortile del Castello del Valentino, cuore pulsante della manifestazione dove per 5 giorni saranno esposti modelli speciali visibili al pubblico in possesso del biglietto elettronico gratuito scaricabile su www.parcovalentino.com: le 5 Pagani della Zonda Collection che celebra i 20 anni del modello, alcuni tra i 12 cilindri Ferrari più esclusivi, come la Ferrari F40, F50, Enzo e FXX K, due tra i modelli più iconici di Lamborghini, una Miura e la Countach appartenuta a Nuccio Bertone, e la serie completa delle Porsche 911 dal 1963 a oggi, alle one-off Pininfarina Ferrari Sergio, alla Zerouno di Italdesign, Sybilla e Kangaroo di Giorgetto e Fabrizio Giugiaro, la Fiat Abarth 750 Record, la Bizzarrini P538, la Delta Futurista di Amos, Cisitalia 202, Bugatti Chiron 110 ans, Studiotorino Porsche Moncenisio, Ferrari Daytona Plaxiglass, Fenyr di W Motors, Chevrolet Ramarro e Ferrari Rainbow della collezione ASI-Bertone, Dallara Stradale, Giannini 350GP4, Bac Mono, New Stratos, Osca MT4 1450, Lancia Rally 037 EVO2, Jannarelly Design 1.

Grande soddisfazione da parte del presidente Andrea Levy: “Si tratta di un’edizione speciale di Parco Valentino, alla quale hanno creduto 54 brand che porteranno anteprime e novità di prodotto. Un’edizione da record, con la Parata di Formula 1 e la parata dei Presidenti come momenti più emozionali, e di anniversari che saranno celebrati, come quello dei 20 anni di Pagani, 110 anni di Bugatti, i 100 anni di Citroen, i 70 anni di Abarth, 60 anni di MINI, i 30 anni di Mazda MX-5, 25 anni di Fiat Coupè”.


Motorsport Paddock Formula 1 e Focus Auto Elettriche

Un posto speciale nell’esposizione lungo i viali del parco lo avranno l’anima racing e quella green di Parco Valentino 2019. Davanti al Cortile del Castello troverà spazio la pit lane riservata alle regine del motorsport che apriranno la President Parade di mercoledì 19 giugno alle ore 20: Ferrari Formula 1 126 C del 1984, March 761 del 1976, Tecno PA 123/3 del 1972 e Tecno PA 123B del 1973, Cooper-BRM del 1968, Surtees F5000 del 1971, Lamborghini Huracan GT3. Menzione speciale per un’altra monoposto, quella ospitata nello stand di Autoppassionati: la Formula 1 Alfa Romeo Racing di Giovinazzi e Raikkonen.

 

Il mondo della motorizzazione elettrica viene approfondito con il Focus Auto Elettriche che, rispetto alle precedenti edizioni, si sposta all’interno del Parco del Valentino e sarà realizzato in collaborazione con Enel X e Motor1. Queste le automobili esposte che saranno raccontate ai visitatori che potranno visionarle e provarle su strada sabato 22 e domenica 23 giugno: Audi e-tron, Nuova BMWi3, Jaguar I-Pace, Nissan Leaf, Kia e-Soul, Renault ZOE, DR3 EV, Hyundai Kona Electric, smart EQ fortwo, Volkswagen ID.3 1st, Mitsubishi Outlander PHEV, Hyundai Ioniq plug-in, Toyota Corolla full hybrid e Toyota Mirai.


 


Il vademecum dei modelli esposti negli stand

Il pubblico potrà visitare gli stand di Parco Valentino 2019 entrando dai tre ingressi ufficiali, Villoresi, Nuvolari e Ascari, e anche in quest’edizione è confermato l’orario prolungato fino alle 24, da mercoledì 19 a domenica 23 giugno. Scegliendo idealmente il portale Ascari come punto di partenza della passeggiata si troveranno:
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FLASHBACK / GP CANADA 1989. LA PRIMA VITTORIA (BAGNATA) IN F1 DI THIERRY BOUTSEN



(18/6/2019) – E venne la prima vittoria di Thierry Boutsen: 18 giugno 1989, Gran Premio del Canada, trent'anni fa! Una gara bagnata, con molti colpi di scena, certo con un po’ di fortuna ma il pilota belga della Williams-Renault - all'epoca 31 anni - meritava il successo dopo essersi fatto notare fin dal suo esordio nel 1983 in F1 con la non eccelsa Arrows e poi nei due anni (1987-1988) al volante della più competitiva Benetton. Ma quelli erano gli anni della super Mc Laren e, in particolare del dualismo Senna-Prost. Proprio i due galletti di Ron Dennis monopolizzarono anche la prima fila di Montreal ma le condizioni meteo (pista bagnata) e, per una volta, la precaria affidabilità delle monoposto bianco-rosse ed altri colpi di scena regalarono la gioia del gradino più alto del podio ad uno degli eredi della grande tradizione belga dell’automobilismo. Boutsen si ripeterà a fine stagione, in Australia, ancora su pista bagnata.

LA GARA – Gomme da asciutto o da bagnato? Questo il dilemma di tutti sulla griglia di partenza del Gran Premio del Canada che vedeva Boutsen in terza fila col sesto tempo mentre il compagno di squadra Patrese aveva spuntato il terzo tempo, dietro le due imprendibili Mc Laren, subito in testa. Altrettanto rapidamente, però, si dovette ritirare uno dei protagonisti, Prost, con una sospensione rotta e da quel momento il valzer dei cambi gomma caratterizzò la gara, resa imprevedibile dagli scrosci di pioggia che si susseguivano. A ritrovarsi in testa con un buon vantaggio fu Patrese che ritardò il pit-stop mentre Senna cominciò a recuperare dalle retrovie fiutando il colpaccio in assenza dell’arci-rivale francese. Il cambio gomme di Patrese costò la prima posizione, rilevata dal brasiliano che sembrava potersi così avviare facilmente verso la vittoria ma a tre giri dal termine il cedimento del motore Honda riservò un altro colpo di scena. E qui venne fuori Boutsen che, accorto e preciso sull’asfalto viscido, si ritrovò primo davanti a Patrese e De Cesaris (primo podio per la Dallara)  regalandosi un’emozione che non dimenticherà.

lunedì 17 giugno 2019

FERRARI - FIAT, 50 ANNI FA L'ACCORDO


(17/6/2019) – Il 18 giugno 1969 è una data importante della storia Ferrari. Cinquanta anni fa, il Drake, accompagnato dal fido Franco Gozzi, salì all’ottavo piano della sede Fiat a Torino, in Corso Marconi, per un colloquio con l’avvocato Gianni Agnelli. Da quell’incontro, lo storico accordo - annunciato il 21 giugno e poi perfezionato legalmente l’1 agosto - in base al quale la Fiat diveniva azionista al 50% della Ferrari con la “postilla” imprescindibile della totale autonomia del Drake per quanto riguarda la Gestione Sportiva. Da un lato, Enzo Ferrari assicurò un solido futuro all’azienda (e ai suoi dipendenti), da quel momento parte di un conglomerato industriale tale da consentire adeguati piani di sviluppo in un contesto mondiale sempre più competitivo; dall’altro ottenne la rassicurazione alla quale più teneva e cioè, la completa di libertà in fatto di controllo di tutta l’attività sportiva. Lui si sentiva un Costruttore e tale voleva rimanere. Agnelli, in maniera lungimirante e rispettosa, non fece una piega contrariamente a quanto avvenne sei anni prima, quando un similare accordo con la Ford saltò bruscamente all’ultimo secondo proprio perché il Drake non ravvisò nelle carte analoga disponibilità da parte dei vertici americani. Affare fatto, dunque, diversamente da quanto accadde circa 50 anni prima: un giovanissimo Enzo Ferrari, reduce di guerra con in mano una lettera di referenze del Comandante del suo reggimento, si presentò nella sede di Corso Dante a Torino pieno di speranze ma venne congedato dall’ingegner Soria senza ottenere l’agognato impiego. Le celeberrime memorie del Drake narrano di calde lacrime su una gelida panchina del Parco Valentino in attesa del riscatto…

 

L’accordo del giugno 1969 rappresentava l’atto finale di un percorso avviato già dal 1965. L’anno prima la Ferrari si era laureata campione del mondo di F1 con Surtees e in quel periodo spopolava nel Mondiale Marche. Fiat propose al Drake lo studio di un motore sportivo che poi avrebbe prodotto in almeno 500 unità per le auto torinesi. L’accordo aveva duplice valenza in quanto valse la possibilità di motorizzare vetture di F2 in base al regolamento della Commissione Sportiva Internazionale che  richiedeva per l’adozione proprio quel numero minimo di vetture di serie. Quelle vetture vennero chiamate Dino. Anche il rapporto con l’Avvocato non era nuovo per quanto non profondo. I due “giganti” si erano conosciuti 20 anni prima e incontrato quattro volte, oltre ad una puntata a Maranello per il ritiro di un prototipo carrozzato Pininfarina e, da suo desiderio, guida centrale. I due si stimavano e rispettavano per cui quel 18 giugno 1969 l’accordo venne facile, quasi naturale. Nel 1937, le memorie di Ferrari riportano a galla un altro accordo però sfumato. L’allora ambizioso Presidente della Scuderia Ferrari propose al professor Valletta un’alleanza tricolore, la Scuderia Italia, che comprendeva anche l’Alfa Romeo – allora gestita dal reparto corse di Maranello – per fronteggiare lo strapotere tedesco. Prima dell’esclusiva Fiat, analoga situazione naufragò per problemi legati all’Alfa, in quel momento già Autodelta per quanto riguarda le corse. Ma tant’è, Fiat-Ferrari, tra alti e bassi, ha funzionato e siamo alle nozze d’oro. “A Maranello – scrisse Ferrari - io ho dato il nome di una fabbrica di automobili. La Fiat ha realizzato una vera fabbrica di automobili”.

domenica 16 giugno 2019

LA F1 E' MALATA. AIUTATELA


(16/6/2019) - F1 IS SICK. PLEASE, HELP THEM. Comincia la settimana del Gran Premio di Francia ma la F1 è ancora scossa dai fatti del Canada. la penalizzazione di vettel, reo di condotta pericolosa, e la conseguente mancata vittoria della Ferrari ha fatto saltare i freni inibitori. Sissignore, la F1 è malata e stravolgere in questo modo il responso della pista ha scatenato il dibattito, soprattutto in vista delle nuove regole che dovranno governare il Circus dal 2021. ma c'è sofferenza e insofferenza: troppe regole, troppi artifici, troppi blocchi e divieti. Di contro: poca concorrenza, pochi grandi assi, poca attratività, tifosi perplessi. Si predica il contenimento dei costi mentre tutti gli addetti ai lavori affermano che non si contiene un bel nulla. Come in ogni cosa che si vuole sviluppare, occorre liberare dai lacci, consentire l'accesso agevolato, aprire a più fornitori, dare spazio a piloti formati. Sotto potete leggere le ultime dichiarazioni che evidenziano il malessere, Liberty media non può non tenerne conto. Va bene, vediamo di goderci la Francia ma la china intrapresa è di quelle brutte. Il momento per un ravvedimento generale è adesso o non sarà certo un gran premio ad Hanoi a riportare in vita questa che era una palestra di ardimento e di sport. Con la S maiuscola.

VETTEL (Ferrari): "Questo non è più lo sport di cui mi sono innamorato quando lo guardavo alla TV”. 

ABITEBOUL (Renault): "Se quello che è accaduto è un problema dovremmo sederci attorno ad un tavolo e discuterne".

BROWN (F1) - "Nessuno di coloro che assume il ruolo di steward ogni week end ha un'agenda segreta, i fan possono starne certi".

STEINER (Haas): "Gli pneumatici? Ogni volta c’è qualcosa di nuovo. Quello che impari in un weekend non significa che potrai applicarlo al 100% nel successivo. Questo è difficile. Ogni volta è una nuova sorpresa, come il Kinder Sorpresa: cosa troverai dentro?“.

HAMILTON (Mercedes) - "La F1 dovrebbe essere molto difficile a livello fisico, invece i giovani arrivano e si adattano presto. Liberty Media ha preso il comando della F1 da un paio d'anni ma i problemi sono sempre gli stessi. La gente vorrebbe vedere più spettacolo ma il divario tra i primi team e gli altri è ancora molto grande".

VERSTAPPEN (Red Bull): "Se vuoi solo correre sempre più veloce potresti mettere un robot in macchina. C’è così tanta politica, dovrebbe esserci una sola persona, della FIA o della FOM, che dica: sarà così. Sarebbe positivo se i regolamenti restassero gli stessi per molto tempo".

WOLFF (Mercedes) - "C’è solo un modo per rendere le gare migliori ed evitare un divario eccessivo tra top team e le scuderie più piccole: non modificare le regole”.

J. VILLENEUVE (Sky): "E' una F.1 senza anima e invece di darne una, si prosegue nella strada sbagliata, ovvero limitarla sempre più".