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giovedì 14 dicembre 2017

SIROTKIN O KUBICA? F1, RUSSIAN CONNECTION


 (14/12/2017)Domani probabilmente la Williams annuncerà il nome del secondo pilota: pare proprio che sarà il pilota russo Sergey Sirotkin (22 anni) e non, come sembrava ormai certo, Robert Kubica che a questo punto dovrebbe puntare sull’annunciato (chissà quale) “piano B”. Si tratta, in ogni caso, di qualcosa di più importante di una mossa di mercato piloti: la Russia intende investire pesantemente nella nuova F1, fino alla partecipazione di un team tutto russo. Insomma, è chiaro che per il momento in Formula 1 ci deve essere almeno un pilota russo e questo come prodromo all’arrivo, appena la FIA riaprirà il recinto delle iscrizioni, di un Team con licenza russa. Tutto con il benestare e l’appoggio “politico” di Putin in persona che è molto appassionato di motori e che non manca mai di palesarsi al Gran Premio di Sochi. Il progetto è talmente concreto che la stessa posizione border-line di Kvyat, doppiamente bocciato da Red Bull e Toro Rosso, è temporanea e infatti il pilota di Ufa viene dato per possibile seconda scelta del Team di Sir Frank o qualcuno lo dà addirittura candidato a pilota di sviluppo Ferrari! Qual è il Team deputato a tramutare in realtà quanto esposto finora? La SMP Racing di Boris Rotenberg, munifico sponsor di Sergey Sirotkin!

Boris Rotenberg
SMP RACING BY ROTENBERG, TEAM DA F1- Già lo scorso anno, Vitaly Petrov ingaggiato dalla SMP Racing nel WEC, affermò entusiasta: “La squadra ha molti programmi per il futuro, forse anche la F1. Quello che è certo è che vogliono essere i migliori del mondo”.  Per realizzare l’intento i capitali non mancano. Per portare Sirotkin in Williams sarebbero pronti sul piatto 13 milioni di euro, per dire. L’anima della SMP Racing è Boris Rotenberg proprietario della SMP Bank. Il suo coinvolgimento nel motorsport è sempre più ampio, Solo un mese fa a Shakir è stata presentata la nuova Dallara LMP1, denominata SMP BR1 e motorizzata AER, espressamente voluta da Rotenberg e al cui sviluppo hanno contribuito tecnici russi e i piloti Mikhail Aleshin, Vitaly Petrov, Sergey Sirotkin, Viktor Shaitar e Kirill Ladygin. Altri drivers nell’orbita sono Matevos Isaakyan ed Egor Orudzhev ma di piloti, in realtà, SMP Racing ne sostiene una cinquantina in vari campionati che vanno dalla F4 (Russa, estone e finlandese), alla F. Renault 2.0, al Ferrari Challenge. E’ un pilota SMP Racing anche Robert Shwarzman 18 anni, appena entrato a far parte del Ferrari Driver Academy.

LA FAVOLA DI SIROTKIN - Per tornare a Sirotkin, lo ricordo quando a fine 2013, appena 18enne, apparve sulla scena della F1 nell’ambito dell’ennesimo salvataggio della Sauber quella volta grazie alla partnership russa niente meno che con il Fondo nazionale per la cooperazione e gli investimenti, il Fondo statale per lo sviluppo della Federazione nord-ovest e l’Istituto Nazionale delle tecnologie aeronautiche. In realtà, non se ne fece niente e Sergey si è disimpegnato tra alti e bassi in Wolrd Series by Renault, 24 Ore di Le Mans, GP2, F2 fino alla posizione di tester Renault e alla nuova, grande opportunità che si chiama Williams. Perché è su di lui, che è nato a Mosca, che si punta e questa volta i russi fanno sul serio dopo il fallimento dei progetti Midland – la squadra sorta sulle ceneri della Jordan iscritta come russa ad opera del magnate originario della madrepatria Alex Shnaider – e Marussia ex Virgin.

martedì 12 dicembre 2017

MUSEI FERRARI CHE PASSIONE, NUMERI RECORD


(12/12/2017) – La passione Ferrari si misura anche attraverso i numeri che i due musei legati alla storia della mitica Scuderia del Cavallino continuano a macinare. Arrivano i dati: già nel mese di novembre il Museo Ferrari di Maranello e il Museo Enzo Ferrari di Modena hanno toccato il record storico di oltre 500.000 visitatori, in aumento del 12% rispetto allo stesso periodo del 2016. Ancor prima del bilancio di fine anno, dunque, è stato dunque superato il precedente record registrato a fine 2016 di oltre 478.000 biglietti. Si segnala, in particolare, la crescita annua del 19% fatta registrare a novembre dal Museo Enzo Ferrari di Modena, pari a circa 150.000 visitatori, attirati dalla mostra “Driving with the Stars” che espone le Ferrari di grandi protagonisti dello sport, della cultura, dell’industria e dello spettacolo. Si conferma inoltre il successo anche per il Museo Ferrari di Maranello, in crescita dell’8% a oltre 350.000 visitatori nei primi undici mesi del 2017, che nel corso dell’anno ha presentato le mostre “Rosso infinito”, tuttora in corso, e “Under the Skin”, che dal 15 novembre si è duplicata al Design Museum di Londra, dove resterà fino al 15 aprile del 2018. 
L’idea del biglietto unico per entrambi i Musei - stabili a quasi un quinto del totale – ha donato una sinergia positiva tra le due strutture e i Musei Ferrari risultano fra i poli espositivi più visitati in Italia, con tifosi e appassionati provenienti da tutto il mondo attirati dall’offerta museale costantemente rinnovata con grandi mostre tematiche, esposizioni di vetture iconiche e inediti percorsi di visita nella storia del Cavallino Rampante.



FERRARI DRIVER ACADEMY, I NUOVI "CAVALLINI" DI MARANELLO


(12/12/2017) THE NEW DRIVERS BY MARANELLO. La Ferrari Driver Academy rinnova i ranghi con nuovi piloti in erba (abbastanza sconosciuti). Dopo l’annuncio di ottobre sull’arrivo del primo russo che prende parte al programma FDA, Robert Shwartzman, di San Pietroburgo, 18 anni appena compiuti, è degli ultimi giorni la notizia dell’innesto del brasiliano di San Paolo Gianluca Petecof, nato il 14 novembre 2002. Il primo è supportato dalla SMP Racing dell’uomo d’affari Boris Rotenberg ed ha appena portato a termine il Campionato di Formula Renault 2.0; il secondo è in pista dal 2010 e viene accreditato dei seguenti “conseguimenti”: Florida Winter Tour, Vortex Rok Cup, il Campionato del Brasile, Super Kart Brazil e i titoli del Campionato Paolista. Dal 2015 è membro della Shell Drivers Academy in Brasile. Quest’anno ha corso con il team ufficiale Tony Kart ed è stato valutato dall’Academy di Rivola durante un Campus FDA a Fiorano. Della nuovelle vague ferrarista fa da poco parte anche l’inglesino Calum Illot, anche lui primo pilota britannico a far parte dei “cavallini” di Maranello, 19 anni, già campione europeo kart e quest’anno impegnato nel Campionato FIA di F3 (6 vittorie e 10 pole, più il successo nella qualification-race di Macao). Nel 2018 prenderà parte alla GP3 Series con il Team ART, impegno valutato proprio insieme ai responsabili della Ferrari Driver Academy.  
Robert Swharzman
Gianluca Petecof
Armstrong e Fittipaldi

Giuliano Alesi

FUOCO E GUAN YU ZHOU AD UN BIVIO - Dunque la fucina dei baby piloti di scuola ferrista riparte da nuovi ma anche “vecchi” piloti. E’ finalmente riuscita a far approdare in F1 un suo pilota e cioè Charles Leclerc che avrà modo di farsi valere al volante dell’Alfa Romeo Sauber ma che di sicuro guarda già oltre, alla Ferrari che tra l’altro crede molto in lui. Tra quelli in ascesa c’è indubbiamente il bravo neo-zelandese Marcus Armstrong (nato il 29 luglio 2000) fresco campione italiano di F4 (secondo nel campionato tedesco) e promosso in FIA F3 nel 2018 con la Prema. Dopo aver provato la gioia del primo successo, è atteso al salto di qualità il figlio d’arte Giuliano Alesi (20/9/1999) confermato in GP3 Series sempre con la Trident. Stesso discorso per Enzo Fittipaldi il più giovane della nidiata essendo nato il 18/7/2001, nipote del grande Emmo, secondo nella classifica rookie nel campionato F4 dove riproverà a far meglio (anche in Germania). Tra i “senatori” della scuola Ferrari troviamo il ragazzo di Cariati, Antonio Fuoco, 21 anni, in FDA dal 2012 e ora ad un bivio. La Prema con la quale ha corso in F2 (compagno di Leclerc) cogliendo la prima vittoria ha virato sui capitali indonesiani e quindi sui piloti Gelael e De Vries: vedremo cosa architetterà per lui la FDA. Infine il cinese Guan Yu Zhou (30/5/1999) in FDA dal 2014 è da due anni in FIA F3 (Motopark e Prema): ha appena preso parte ai test F2 di Yas Marina per il Team Rapax che, però, non sarà della partita nel 2018. Allora? Buona fortuna a tutti!

domenica 10 dicembre 2017

IL FUTURO DI GIOVINAZZI SI CHIAMA FERRARI (NEL BENE E NEL MALE)

(10/12/2017) – C’è voluto qualche giorno per metabolizzare il fatto che, al valzer-mercato piloti della F1 2018, non ha partecipato Antonio Giovinazzi. E ora la temibile domanda è ovvia: quale futuro aspetta il driver di Martina Franca che giovedì compie 24 anni? C’è amarezza perché l’enorme occasione per rivedere finalmente un italiano nella massima formula c’è stata e, tra l’altro, creata proprio da quel Sergio Marchionne, Presidente Ferrari, che l’aveva coraggiosamente chiamato a far parte, un anno fa, della famiglia di Maranello in veste di terzo pilota. “Non l’ho voluto perché è italiano, ma perchè è bravo”, disse. Ebbene, l’operazione Alfa Romeo Sauber è un suo progetto portato a termine con grande risonanza mediatica e, secondo gli accordi, con previsti ritorni tecnico-commerciali. Fin qui tutto ok, o quasi. I piloti: una settimana fa, sul palcoscenico di Arese, si sono palesati Leclerc ed Ericsson, i prescelti. Uno fresco campione di F2, anch’egli della famiglia Ferrari via FDA, l’altro legato alla Sauber da solidi vincoli con gli effettivi proprietari del Team svizzero. Per il pilota pugliese, invece, si prospetta un altro anno in panchina, condito da non meglio utili test (Steiner docet). Fin qui la cronaca dei fatti, in base ai quali interessa ora valutare l’esito che potranno avere sulla carriera di Antonio. Non è difficile  capire che la sua situazione si è un tantino (eufemismo?) complicata.

PERCHE’ LECLERC HA BRUCIATO GIOVINAZZI? - Intanto va dato atto che Marchionne ha provato il colpo doppio: piazzare alla Sauber sia Leclerc, sicuro talento, sia Giovinazzi, sua personale scommessa non azzardata. Il manager FCA ha però dovuto capitolare alle esigenze della Langbow Finance che ha acquisito il team svizzero dallo storico fondatore Peter Sauber, di fatto salvandolo dal naufragio, e che ha in Ericsson l’uomo-pilota di riferimento per le proprie manovre di marketing. La domanda sorge spontanea: comprensibile la “ragion di stato” per Marcus, ma perché allora privilegiare Leclerc a scapito di Giovinazzi? Perché non prevedere per il monegasco lo stesso percorso dell’italiano che, oltre i test  test Haas e simulatore Ferrari, ha anche corso due gare occasionali con la Sauber? E qui calano i veli del mistero. Quel che è certo è che Leclerc è stato seguito molto bene dal suo manager che è Nicolas Todt, figlio del gran presidente FIA. Giovinazzi, di scena al Motor Show di Bologna, non ha fatto commenti ma ha saggiamente confermato il suo entusiasmo per la tuta rossa che comunque continuerà a rivestire nel 2018.


TUTTI I CONCORRENTI AL POSTO DI RAIKKONEN - Antonio e il suo manager “Zanna” Zanarini, a questo punto, devono continuare a puntare sul…Rosso. Stavolta, infatti, sarà ben difficile che Kimi Raikkonen venga riconfermato (anche se…mai dire mai…) ormai 38enne e quindi si libererà il posto più ambito da tutti. Il problema è proprio questo: da tutti. L’ho già scritto: sull’uscio di Maranello già stazionano fior di campioni in scadenza di contratto, da Ricciardo a Bottas, o altri che non esiterebbero a stracciarlo, da Perez a Grosjean. Ho l’impressione, inoltre, che in agguato vi siano anche altri nomi ora impensabili ma disponibili… La concorrenza, dunque, è enorme e anche portatrice di introiti. Di conseguenza, per il brav’Antonio il rischio “Valsecchi” è purtroppo grande. Ricordate? Dopo un anno da tester alla Lotus, svanita l’occasione di scendere in pista in sostituzione dell’infortunato Raikkonen (l’ex TM Bouillier preferì dare fiducia mal ripagata a Kovalainen), il pilota comasco perse tutti i treni e uscì definitivamente dal giro. La F1 è così: brucia senza pietà benzina, olio e piloti con le loro legittime ambizioni o addirittura le loro accertate virtù; la soglia di debutto, inoltre, si è paurosamente abbassata dopo l'irruzione di baby-fenomeni come Verstappen e Ocon. Se penso alla forza politica della Ferrari, al fatto che il fornitore di pneumatici è l’italiana Pirelli (anche se di proprietà cinese) e che l’appena nominato Vice Presidente mondiale Sport FIA è Angelo Sticchi Damiani davvero mi chiedo come sia possibile che non ci sia ancora posto in F1 per un pilota italiano (tra l’altro bravissimo). Qualcuno dorme sapendo di dormire. 

martedì 5 dicembre 2017

URUS: TUTTO SUL SUPER SUV LAMBORGHINI

(5 /12/2017) SUV URUS LAMBORGHINI: ALL NEWS. E’ stato dunque presentato il primo (super, dicono a Sant’Agata Bolognese) SUV Lamborghini, la Urus. Le consegne ai primi clienti è prevista per la primavera del 2018. Il prezzo in Italia è di €168.852, IVA esclusa. Come da tradizione, il nome viene dal mondo dei tori. I bovini di razza Urus (uri), conosciuti anche come Aurochs, sono tra i grandi antenati selvatici delle razze attuali. Il toro da corrida spagnolo, allevato negli ultimi 500 anni, ha un aspetto ancora molto simile a quello della razza Urus. Con questo modello, aggiungono dalla factory emiliana, si crea un nuovo segmento nelle auto di lusso e si stabilisce un punto di riferimento in termini di potenza, prestazioni, dinamica di guida, design, lusso e fruibilità quotidiana. Design e lusso, versatilità, prestazioni: è un vero Toro. Il motore? >>
>> E’ il nuovo V8 biturbo in alluminio da 4,0 litri alimentato a benzina e montato frontalmente. La scelta di un motore turbo, il primo su una Lamborghini, è legata al carattere versatile che si è voluto conferire alla Urus. Soprattutto in condizioni off-road, è necessario un alto livello di coppia a bassi regimi e ciò può essere garantito solo da un motore in grado di assicurare livelli ottimali di reattività ed efficienza. Erogando 650 CV (478 kW) a 6000 giri/min (6800 giri/min max) e con una coppia massima di 850 Nm a 2250-4500 giri/min, la Urus ha una potenza specifica di 162,7 CV/litro. E con un peso a vuoto inferiore a 2200 kg, è il SUV con il miglior rapporto peso/potenza: 3,38 kg/CV. La Urus, inoltre, passa da 0 a 100 km/h in 3,6 secondi (0-200 km/h in 12,8 secondi) e raggiunge una velocità massima di 305 km/h. La frenata non è da meno, grazia a una decelerazione da 100 km/h a 0 in soli 33,7 metri. Dati alla mano è il SUV più veloce attualmente sul mercato.
>> La Urus è dotata di freni carboceramici e un cambio automatico a otto marce. Il sistema a trazione integrale garantisce una dinamica di guida sicura e altamente reattiva su ogni tipo strada e superficie, in tutte le condizioni atmosferiche. Il differenziale centrale autobloccante Torsen assicura i massimi livelli di controllo e agilità in ogni situazione, soprattutto off-road. Di serie, la coppia è ripartita con un rapporto di 40/60 sugli assi anteriore/posteriore indipendenti, con una coppia dinamica massima del 70% davanti o dell'87% dietro, migliorando la trazione sull'asse con il maggiore attrito al suolo. 
La Urus Lamborghini adotta il sistema sterzante posteriore introdotto con la Aventador S sull'intera gamma di velocità. L'angolo di sterzata posteriore può variare fino a +/- 3,0 gradi, a seconda della velocità della vettura e della modalità di guida selezionata: a basse velocità, l'angolo di sterzata dell'asse posteriore è opposto a quello delle ruote anteriori (sterzata in controfase), con una conseguente riduzione del passo fino a 600 mm che ottimizza l'agilità e riduce il raggio di sterzata, a tutto vantaggio della manovrabilità. Ad alte velocità, l'angolo di sterzata dell'asse posteriore è nella stessa direzione di quello delle ruote anteriori (sterzata in fase) e il passo si allunga fino a 600 mm conferendo stabilità e comfort di livello superiore e assicurando una dinamica di guida ottimale.
>> Tamburo, il selettore della modalità di guida posto sulla console centrale, controlla tutti i sistemi dinamici della vettura e consente di scegliere tra le dinamiche di guida STRADA, SPORT, CORSA e NEVE in base alle condizioni del fondo stradale o alle preferenze del conducente. Come optional, per la guida off-road sono disponibili anche altre due modalità: TERRA e SABBIA.
>> Il peso a vuoto inferiore a 2200 kg è il risultato del lavoro del team di designer e ingegneri R&S Lamborghini che si è concentrato sulla riduzione del peso a tutti i livelli del telaio dell'auto
>> I sistemi ADAS della Urus Lamborghini garantiscono un grado completo di sicurezza, protezione e assistenza alla guida di livello 2 (scala SAE). Il sistema HBA (High Beam Assistant) spegne e accende automaticamente gli abbaglianti dei fari anteriori secondo necessità e l'equipaggiamento standard prevede anche sensori di parcheggio anteriori e posteriori, cruise control e l'innovativo sistema PreCognition che previene eventuali collisioni o ne attenua gli effetti. Tra i sistemi ADAS opzionali sono inclusi quelli per la gestione del traffico, la telecamera con vista dall'alto e una modalità di accoppiamento rimorchio.
 URUS LAMBORGHINI – DATI TECNICI >>

lunedì 4 dicembre 2017

HAPPY BIRTHDAY / RAUL BOESEL 60 ANNI: IL PILOTA DJ

(4/12/2017) - RAUL BOESEL, THE DRIVER DJ. Oggi compie 60 anni Raul Boeselbuon compleanno! - pilota di Curitiba (il locale autodromo è dedicato a lui) che nella F1 degli anni ’80, sulla scia dei grandi connazionali Fittipaldi prima e quindi Piquet, è stato uno dei numerosi brasiliani che ha tentato di emularli. E poi un affermato DJ! Bruciante il suo arrivo nella massima formula dopo la Stock Car Brasil e, come conveniva a quei tempi, il trasferimento in Gran Bretagna per la disputa dei campionati di F. Ford e F3. 
DUE ANNI IN F1 - L’esordio avvenne già nel drammatico campionato 1982 con una March-Ford, la stessa monoposto guidata anche da Jochen Mass coinvolto nell’incidente con Gilles Villeneuve in Belgio. Proprio a Zolder mise a segno il suo miglior risultato stagionale: ottavo. Pur passando nel 1983 alla Ligier motorizzata Ford,  le cose non migliorarono. Il settimo posto a Long Beach fu il massimo ma non salvò Boesel che al termine del campionato dovette accomiatarsi dalla F1. Nelle cronache della sua permanenza in F1 rimane la zuffa con il connazionale Chico Serra al termine delle qualifiche del Gp del Canada 1982, quando il pilota della Fittipaldi lo redarguì per averlo intenzionalmente ostacolato per poi passare alle mani! Disse addio alla F1 ma non certo alle corse, anzi. Attraversò di nuovo l’Atlantico e corse in America, prima nella Champ car e poi nella IRL, fino al 2005, senza però mai vincere. Le soddisfazione se le prese con le ruote coperte, al volante della Jaguar: Campione mondiale Sport Prototipi nel 1987, primo alla 24 Ore di Daytona 1988 e secondo alla 24 Ore di Le Mans nel 1991. Vive stabilmente in Florida e, dieci anni fa, l’ultima svolta: Raul Boesel DJ e anche oculato uomo d'affari!

sabato 2 dicembre 2017

POLITICAL F1: DENTRO L’ALFA ROMEO, FUORI LA FERRARI? I SEGRETI DELL'ACCORDO



(2/12/2017) – POLITICAL F1: ALFA ROMEO IN, FERRARI OUT? Con l'operazione Alfa Romeo Sauber, la F1 ha, per così dire, una nuova coppia di fatto ma l'accordo porta in grembo altri segreti e potrebbe riservare altre sorprese. Oggi presso il Museo Alfa Romeo ad Arese i vertici di Ferrari e Sauber (più quelli della F1, FIA e Exor) hanno infatti scoperto, oltre alla livrea bianco-rossa della futura monoposto (in mostra fino al 10 dicembre tutti i giorni dalle ore 10 alle 18), altre carte dell’affaire ritorno Alfa Romeo che da prettamente tecnica-commerciale e di marketing rivela ora anche un risvolto politico.

FERRARI O ALFA ROMEO NELLA F1 DEL FUTURO? - Il Presidente Sergio Marchionne, come già noto, è in rotta di collisione con i nuovi padroni della F1. Le regole (vedi power unit), finora messe sul tavolo e discusse, che dovranno governare la massima formula alla scadenza del Patto della Concordia, e cioè dal 2021, non incontrano il gradimento del Cavallino che ne fa un punto di non ritorno. La minaccia o ferma intenzione che dir si voglia di lasciare la F1, se Carey & Brown dovessero andare avanti senza tenere conto degli interessi Ferrari, è “seria” ed è stata ribadita oggi dall’uomo forte della FCA. Che faccia sul serio lo aveva notato e rimarcato anche Chris Horner, Team Principal Red Bull, invitando praticamente le parti a non scherzare col fuoco. Già, col fuoco: impensabile una F1 senza Ferrari, incalcolabile il danno di immagine e di mancati introiti che una simile scelta comporterebbe. A conferma dell’intento, Marchionne ha tratteggiato un piano B che per la F1 sarebbe comunque un ripiego, ma qui sta la novità. Segnatevi questa frase:     “L'accordo con Sauber prevede che nel 2020-21 Alfa Romeo possa andare da sola". Nel caso le cose precipitassero davvero, cioè, la Ferrari uscirebbe clamorosamente dal Circus ma il Gruppo vi manterrebbe un piede trasformando l’annunciata partnership con Sauber in qualcosa di più. 

MARCHIONNE STANCO DELLA F1 O DI NON VINCERE? - A fronte di tanta determinazione sorge spontanea una domanda che è anche un sospetto: Marchionne si è stancato della F1? Oppure soprattutto si è stancato di non vincere? Il Cavallino non vince il titolo piloti da 10 anni e quello Costruttori da 9. Per limitarsi alla gestione Marchionne, beh lui le prende di santa ragione dalla Mercedes fin dal suo insediamento post Montezemolo (cioè dal 2015) e conoscendo il tipo la cosa sta cominciando a scocciarlo molto. Non per niente dopo l’amaro Gp d’Italia sbottò: “Mi girano le balle, va tolto il sorriso dalla faccia di quelli lì”.  Era convinto di poter vincere subito ma monoposto sbagliate ed errori vari hanno minato i suoi progetti e, forse, la sua motivazione. Ricordate le sue dichiarazioni ad inizio stagione 2015? La Ferrari era pronta per sbaragliare gli avversari e vincere il mondiale. Le cose hanno preso un’altra piega. E’ cominciata allora una vera e propria trasformazione strutturale della GES Ferrari (valorizzazioni interne) che è ancora in corso con naturali incognite, ma è decisiva per il futuro. L’uomo è così: risultati? Si avanti e premi per tutti (o quasi). Niente risultati? Si taglia. Vedremo.

P.S. Oggi ad Arese c’erano i due piloti titolari che avranno l’onore di legare per sempre i loro nomi al rientro dell’Alfa Romeo in F1, 33 anni dopo l’ultima apparizione. Sono il monegasco Charles Leclerc e lo svedese Marcus Ericsson. Fuori dai giochi Antonio Giovinazzi (terzo pilota). Su questo deludente esito mi riservo di tornare in un prossimo post.