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lunedì 13 agosto 2018

ANNIVERSARY / 14 AGOSTO 1988. LA MORTE DI ENZO FERRARI, LEADER SENZA TEMPO

La tomba della Famiglia Ferrari, cimitero San Cataldo di Modena
(13/8/2018) – Domani 14 agosto è una data speciale: ricorre il 30° anniversario della morte di Enzo Ferrari. Una ricorrenza che scatena ricordi ed eventi. Le spoglie riposano presso la cappella di famiglia al Cimitero San Cataldo di Modena (vedi foto) dove domani alle ore 10.30 l’assessora Vandelli, a nome dell’Amministrazione Comunale della sua città, deporrà un cesto di fiori. 

L’ultima “beffa”, si disse allora, del Drake nei confronti dei media con i quali aveva instaurato un rapporto di…amabile conflittualità. La scomparsa alla vigilia di Ferragosto e la notizia diffusa dalla famiglia solo a tumulazione avvenute in effetti presero tutti in contropiede, sebbene lo stato di salute precario del monarca di Maranello fosse ormai abbastanza di dominio pubblico. Solo due mesi prima, non aveva potuto accogliere Papa Giovanni Paolo II in visita alla fabbrica e a fare gli onori di casa ci pensò il figlio Piero. Fu comunque organizzato un colloquio telefonico: il Pontefice, dallo studio di Fiorano, augurò una pronta ripresa; Ferrari, dal suo letto nella casa di Modena, confessò di averlo sempre nei suoi pensieri dedicati alle persone care dal momento dell’attentato in Piazza S. Pietro ed espresse il sentito rammarico di non aver potuto incontrarlo di persona. Si spense attorniato dai familiari e al funerale prese parte un manipolo di fedelissimi, tra i quali il grande carrozziere Scaglietti.

La storia sportiva e umana di questo Gigante (presto un altro film su di lui) è nota e ciò che ne è seguito, tra alti e bassi, altrettanto. Il solco è stato profondo e la terra ha comunque continuato a dare frutti. Il Mito è solido, la passione Rossa inscalfibile. Sebastian vettel ha appena dichiarato di sentire sempre presente lo spirito del fondatore e per questo a Maranello si lavora con più passione. Ferrari diceva che la vittoria più bella è quella che deve venire e Montezemolo, durante i suoi anni di presidenza, ha sempre rimarcato un insegnamento impartitogli dal Drake: mai voltarsi indietro, guardare sempre avanti. Allora guardiamo a settembre, quando nell’ambito della manifestazione Modena Motor Gallery (22-23 settembre) by Vision Up è previsto uno speciale Tributo a Enzo Ferrari di cui quest’anno ricorre anche il 120° anno di nascita. Effetti speciali per una persona speciale: saranno esposte fotografie originali ed inedite dell’Archivio Panini. Grandi monitor diffonderanno, a cura dell’archivio Fondazione Casa Enzo Ferrari, le interviste ai personaggi che hanno avuto un ruolo importante nella storia dell’uomo Ferrari. Sulle pareti dell’area tematica verrà inoltre proiettato un ologramma a grandezza naturale che raffigura Enzo Ferrari in una delle sue ultime interviste.





IN & OUT / GP AUSTRIA 1978. L'ULTIMA VITTORIA DI PETERSON, GLI ULTIMI PUNTI DI UNA SURTEES



(13/8/2018) – Quando la Formula 1 correva a Ferragosto… Il 13 agosto 1978, 40 anni fa esatti, altro che vacanze: team e piloti erano impegnati sul circuito da brividi che era Zeltweg per il Gran Premio d’Austria: l’ultima vittoria di Ronnie Peterson su Lotus prima della morte, gli ultimi punti marcati da una Surtees grazie a Vittorio Brambilla. La vigilia della gara di Monza, col fardello di morte (proprio Peterson), feriti (proprio Brambilla) e di dilanianti polemiche che essa comportò.

LA GARA fu decisa, come spesso accadeva in agosto, dalla pioggia. La pista bagnata tradì subito Andretti, in bagarre con Reutemann, partito in prima fila affianco al compagno di squadra però autore della pole. L’alto numero di uscite di strada, tra gli altri anche Scheckter, Jones, Pironi, Lauda, agevolò il compito di Peterson che per somma dsei tempi -. la gara fu sospesa e ripresa - vinse davanti a Depailler e Villeneuve. Quell’anno, lo svedese era (ri)approdato alla Lotus, che con il modello 79 ad effetto suolo aveva messo in pista una monoposto pressoché imbattibile. Finalmente una concreta occasione per riproporsi ai vertici, per lui universalmente riconosciuto come uno dei piloti più veloci del lotto, dopo inutili peregrinazioni in cerca di competitività alla Tyrrell sei ruote e alla March. Purtroppo, trovò sulla sua strada un compagno di squadra granitico come Mario Andretti, in stato di grazia, più che deciso a far suo il titolo mondiale e rispettato da Colin Chapman. Spuntò un ruolo da seconda guida, per quanto in talune occasioni seppe dimostrare di tenere il passo del blasonato italo-americano, e tra i due non mancarono le frizioni.

La Surtees, invece, a otto anni dal debutto (1970) senza aver conseguito particolari risultati, era scivolata in uno stato di involuzione tecnico-agonistica ormai preludio alla chiusura definitiva dei battenti. Nonostante le brillanti cognizioni tecniche del suo omonimo fondatore, l’asso inglese John Surtees, unico capace di vincere sia con le moto, sia con le auto (con la Ferrari nel 164), il Team non riusciva a ergersi dalla fascia medio bassa, anche se ebbe un ruolo importante nel fornire una chance abbordabile per tanti promettenti esordienti. Nel 1978, pilota di punta era l’italiano Vittorio Brambilla – corsero anche Keegan, Arnoux, Gabbiani, Climax - giunto alla corte inglese l’anno prima ma già in odore di Alfa Romeo, e sarà lui ad agguantare in Austria l’unico punto della stagione che si rivelerà anche l’ultimo.

venerdì 3 agosto 2018

IN & OUT / GP UNGHERIA 2008. MASSA OUT A 3 GIRI DAL TERMINE, KOVALAINEN PRIMA VITTORIA




(3/8/2018) – La mancata conquista del titolo mondiale 2008 da parte di Felipe Massa, allora alla Ferrari, fu dovuto al famoso sorpasso in extremis di Hamilton ai danni di Glock a Interlagos ma anche al clamoroso, amarissimo ritiro a tre giri dal termine del Gran Premio di Ungheria, mentre era in testa, il 3 agosto di 10 anni fa. Quell’episodio così negativo per il brasiliano, si trasformò nell’unica gioia, leggi prima e unica vittoria, di Heikki Kovalainen, il finlandese appena riconfermato alla Mc Laren e compagno di squadra di Lewis Hamilton in lizza per il titolo.

LA GARA – La lotta, quell’anno, era ristretta alle due Ferrari di Massa e Raikkonen, campione del mondo in carica, e al giovane inglese Hamilton che dopo gli screzi dell’anno prima con Alonso, “fuggito” alla Renault, era divenuto l’assoluto punto di riferimento del team inglese, forte del suo accertato talento e della ferrea considerazione del suo mentore Ron Dennis. Al termine delle qualifiche, le due Mc Laren, con Lewis in pole, monopolizzarono la prima fila, seguiti da Massa e Kubica (BMW Sauber) e Glock (Toyota) e Raikkonen. Ma Felipe era comunque in grande forma e la F2008 molto competitiva: con un balzo felino allo start si portò in testa continuando a condurre autorevolmente la gara. Perfetti i due pit-stop e un po’ di fortuna per la foratura di cui fu vittima Hamilton che dovette raggiungere il box molto lentamente finendo per attardarsi (alla fine sarà 5°): tutto sembrava andare per il verso giusto. A tre giri dalla bandiera a scacchi, invece, sul rettilineo di arrivo la doccia fredda: un problema al motore ammutolì la Rossa e il suo pilota. A beneficiarne, il regolare numero due della MC Laren, quel Kovalainen che in terra d’Ungheria, in una assolata domenica d’agosto, trovò così il suo unico successo della carriera (e fu anche il 100° pilota ad affermarsi).

ANNIVERSARY / 3 AGOSTO 1958. 60 ANNI FA LA MORTE DI PETER COLLINS, IL PILOTA GENTILUOMO AMATO DA ENZO FERRARI



(3/8/2018) – La tragica morte di Peter Collins, il 3 agosto 1958, 60 anni fa, al Nurburgring, segnò l’apice del periodo veramente orribile della Ferrari che in poco più di un anno aveva già visto perire tre suoi valenti ed amati piloti come Castellotti, De Portago e Musso (quest’ultimo solo un mese prima dell’inglese). Mike Hawthorn, inoltre, sarebbe deceduto all’inizio del 1959 in un incidente stradale. La scomparsa di Collins costituì una vera mazzata a tutto l’ambiente e il Drake stesso rimase duramente colpito perché per quel ragazzo inglese nutriva non solo un genuino rispetto sportivo ma, cosa non usuale per il personaggio, anche un sincero affetto personale capace, secondo alcuni, di lenire nel suo cuore (e anche in quello della moglie Laura) l’infinito dolore per la scomparsa dell’amato figlio Dino, nel 1956. Di famiglia agiata, impegnata nel settore delle costruzioni meccaniche e dei trasporti, Collins vinse 3 Gp in F1 e nel disgraziato 1958 la 1000 Km di Buenos Aires e la 12 Ore di Sebring. Secondo Ferrari, il suo carattere cambiò dopo aver sposato Louise King, attrice teatrale americana divorziata.

 

COLLINS, PILOTA D’ONORE - Perché Enzo Ferrari stravedeva per Collins? Oltre che per le sue qualità di messa a punto e sviluppo della vettura, soprattutto perché era un vero appassionato, un combattente puro, pilota indomito, sempre con un solo obiettivo: la vittoria. Come noto, la razza preferita del monarca di Maranello. Eppure queste caratteristiche cozzano contro l’episodio cardine della sua carriera: il Gran Premio di  Monza del 1956. Alla decisiva corsa italiana si arrivò al termine di un campionato tiratissimo con Stirling Moss della Maserati fiero avversario per i titolo dello squadrone Ferrari che aveva in Fangio l’asso plurititolato ma piloti come Musso, Castellotti e Collins non da meno e orgogliosamente determinati a giocarsi le loro carte. Sul circuito lombardo, l’argentino partì in sordina mantenendo una condotta “risparmiosa” mentre i due italiani, poco inclini a sostenere le velleità del compagno, “bruciarono” ben presto i loro pneumatici. Fu Collins tenere testa a Moss ed era ormai molto vicino alla conquista del suo primo mondiale. A questo punto, il clamoroso episodio: c’è chi dice su pressione dell’influente manager di Fangio, Giambertone, ma in realtà su preventiva richiesta del Drake, Collins si fermò ai box e cedette il volante a Fangio – allora si poteva fare e infatti lo aveva già fatto a Montecarlo – che classificandosi secondo diventò campione del mondo. “Mi è sembrato giusto così: – dichiarerà Collins – Fangio merita di vincere il titolo e io ho ancora molto tempo davanti a me”. In ogni caso, un gesto cavalleresco davvero d’altri tempi. Due anni dopo, al Nurburgring, la prospettiva enunciata quel giorno venne meno. Mentre battagliava con ardore con Brooks perse il controllo della vettura alla curva Pflanzgarten e il ripetuto ribaltamento della vettura non gli lasciò scampo nonostante la corsa all’ospedale di Bonn. Enzo Ferrari, nelle sue memorie, ricorderà di averlo salutato in partenza per la Germania pervaso da un senso di tristezza, quasi presago della imminente sciagura.

L'incidente al Nurburgring

giovedì 2 agosto 2018

QUESTA LA FERRARI CHE LASCIA SERGIO MARCHIONNE


(2/8/2018) La società Ferrari ha comunicato ieri i suoi risultati preliminari consolidati relativi al secondo trimestre e al semestre concluso il 30 giugno 2018. E’ stato il primo atto ufficiale del dopo Marchionne, che lascia numeri di tutto rispetto al suo successore, quel Louis Camilleri ora chiamato a raccogliere e sviluppare la sua eredità. “Abbiamo solo uno stile diverso”, ha detto il nuovo Presidente atteso a prove molto importanti, compresa la “partita” della nuova F1 2021. Di seguito, ecco il comunicato che fotografa lo stato di salute del Cavallino alla vigilia della pausa estiva e dà appuntamento al 17 e 18 settembre prossimi a Maranello quando, nel corso del Capital Markets Day, saranno illustrati i piani e le iniziative in atto per raggiungere gli obbiettivi di medio termine al 2022.
Confermato l’outlook per il 2018 - Il Gruppo stima le seguenti prospettive per il 2018:

  • Consegne: >9.000 unità, incluse le supercar
  • Ricavi netti: >Euro 3,4 miliardi
  • Adjusted EBITDA: ≥ Euro 1,1 miliardi
  • Indebitamento industriale netto: < Euro 400 milioni, inclusa una distribuzione dei dividendi ai possessori di azioni ordinarie ed esclusi potenziali riacquisti di azioni
  • Spese in conto capitale: ~ Euro 550 milioni


Nel secondo trimestre del 2018 le vetture consegnate hanno raggiunto le 2.463 unità, con un incremento di 131 unità o del 5,6% rispetto all'anno precedente. Questo risultato è stato trainato da un aumento del 22,6% delle vendite dei nostri modelli a 12 cilindri (V12), mentre i modelli a 8 cilindri (V8) sono aumentati dell'1,0%. La solida performance dei modelli V12 è stata guidata principalmente dalla 812 Superfast. Questo risultato è stato in parte compensato dalla F12berlinetta, giunta a fine produzione, dalla F12tdf, che nel 2017 ha concluso il suo ciclo di vita, e dal calo delle vendite del modello LaFerrari Aperta, che sta per terminare il suo ciclo di produzione limitato. La performance dei modelli V8 è stata sostenuta soprattutto dalla famiglia 488. Le prime, limitate consegne della Ferrari Portofino, lanciata di recente, hanno in parte compensato la fine produzione della California T.
La regione EMEA ha registrato un aumento del 7,2% con una ripresa nel Medio Oriente. Le Americhe hanno registrato una crescita del 6,6%. Cina, Hong Kong e Taiwan, su base aggregata, sono cresciuti del 26,4% mentre il resto dell'APAC(3) ha registrato una flessione di alcune unità a causa della Ferrari Portofino, lanciata di recente e non ancora arrivata sul mercato.

Nel secondo trimestre del 2018 i ricavi netti sono diminuiti di pochi milioni ai cambi correnti a Euro 906 milioni, ma sono cresciuti di +1,4% a cambi costanti. I ricavi da Automobili e parti di ricambio(4) (Euro 670 milioni, +0,2%) sono aumentati leggermente rispetto all'anno precedente, supportati dai maggiori volumi di vendita guidati dalla 812 Superfast e delle famiglie 488 e GTC4Lusso, oltre che dalle prime consegne della Ferrari Portofino, lanciata di recente. Positivo il mix grazie ai modelli V12, al pricing e alle prime consegne dell'edizione strettamente limitata della Ferrari J50. Questo risultato è stato in parte compensato dalla California T e dalla F12berlinetta, giunte a fine produzione, dalla F12tdf, che nel 2017 ha concluso il suo ciclo di vita, dal calo delle vendite del modello LaFerrari Aperta, che sta per terminare il suo ciclo di produzione limitato, e dallo sfavorevole andamento dei cambi. I ricavi da motori (Euro 80 milioni, -20,2%) hanno registrato un calo delle vendite a Maserati, dovuto a volumi inferiori dei motori. I ricavi da sponsorizzazioni, proventi commerciali e relativi al marchio(6)(Euro 127 milioni, +2.1%) sono aumentati di Euro 3 milioni grazie ai maggiori ricavi da sponsorizzazioni e al miglior posizionamento nelle classifiche del Campionato 2017 rispetto al 2016, in parte compensati dal calo delle vendite generate da attività legate al marchio e dall'andamento dei cambi.
L'Adjusted EBIT del Q2 2018 si è attestato a Euro 217 milioni, con un incremento di Euro 15 milioni (+7,5%) rispetto all'anno precedente. Questo risultato va attribuito ai maggiori volumi (Euro 12 milioni), ottenuti grazie alla 812 Superfast e alle famiglie 488 e GTC4Lusso, a cui si aggiungono le prime consegne della Ferrari Portofino. Il mix / prezzo ha beneficiato dell'impatto positivo (Euro 8 milioni) della solida performance dei modelli V12 e dell'aumento del pricing, oltre che delle prime consegne dell'edizione strettamente limitata della Ferrari J50. Questo risultato è stato in parte compensato dal calo delle vendite del modello LaFerrari Aperta, che sta per terminare il suo ciclo di produzione limitato. I costi di ricerca e sviluppo / i costi industriali sono leggermente diminuiti (Euro 2 milioni) principalmente per le minori spese nelle attività di Formula 1. I cambi, incluse operazioni di copertura, hanno avuto un impatto negativo (Euro 32 milioni), perlopiù a causa del deprezzamento dello USD, del JPY e del GBP rispetto all'Euro. L’incremento della voce “Altro” (Euro 26 milioni) è ascrivibile soprattutto a maggiori ricavi da sponsorizzazioni e al miglior posizionamento nelle classifiche del Campionato 2017 rispetto al 2016, in parte compensati dal calo delle vendite a Maserati e delle attività legate al marchio.

L'aliquota fiscale nel trimestre è stata ridotta soprattutto grazie all'effetto dell'aumento della soglia di detrazione dei costi di ricerca e sviluppo e degli ammortamenti, in conformità alle disposizioni fiscali italiane.

Sulla base delle voci precedentemente descritte, l’utile netto per il secondo trimestre 2018 si è attestato a Euro 160 milioni, facendo registrare un incremento di Euro 24 milioni (+18,1%).

Il free cash flow industriale dei tre mesi conclusi il 30 giugno 2018 si è attestato a Euro 93 milioni, trainato dal forte Adjusted EBITDA. Questo risultato è stato in parte compensato dal saldo dell’imposta del 2017 e dal primo acconto d’imposta del 2018, che sono stati ridotti per effetto dell'aumento della soglia di detrazione dei costi di ricerca e sviluppo, oltre che da spese in conto capitale per Euro 127 milioni a supporto dell'ampliamento e della ibridizzazione della nostra gamma di prodotti, in linea con la crescita dei volumi prevista nel periodo 2019-2022.

Al 30 giugno 2018 l'indebitamento industriale netto – dopo il riacquisto di azioni proprie per Euro 30 milioni e il pagamento dei dividendi per Euro 136 milioni (inclusi Euro 2 milioni di dividendi alla partecipazione di minoranza) – si è attestato a Euro 472 milioni, sostanzialmente in linea con Euro 473 milioni al 31 dicembre 2017.

martedì 31 luglio 2018

IL FILO ISTRIANO CHE LEGA MARCHIONNE E MARIO ANDRETTI





(31/7/2018) – ISTRIA, THE THREAD THAT BLINDS MARCHIONNE AND MARIO ANDRETTI. Non molti lo sapevano bene, ma la vita e il destino di Sergio Marchionne sono stati segnati dall’Esodo al quale furono costretti gli italiani di Istria, Fiume e Dalmazia. Sì, proprio quello che è successo alla famiglia Andretti da Montona, raccolta prima in un campo profughi a Lucca e poi trasferitasi in America, dove Mario è diventato adulto e campione inimitabile di automobilismo.
Piano piano, dopo la sua morte, i giornali hanno ricostruito e resa nota la storia della famiglia del manager FCA nato a Chieti, in Abruzzo, e cresciuto in Canada. Una storia, però, che affonda le radici in Istria e che purtroppo che ha conosciuto l’orrore delle Foibe e l’onta dell’esodo dalla penisola italiana passata alla Jugoslavia di Tito. La madre, Maria Zuccon, era di Carnizza (Pola), città nella quale il padre Concezio, abruzzese, era stato chiamato a dirigere la stazione dei Carabinieri: per questo si conobbero (la famiglia Zuccon, per la precisione, era originaria di Zucconi, oggi nota come Cokuni, nei pressi di Pola). Ma i tempi erano cupi, difficili, quelli del periodo successivo all’Armistizio del 1943. Come tanti altri civili, vittime di una pulizia etnica abbietta, cieca, ingiustificata, anche nonno Giacomo, padre della mamma e titolare di un emporio, fu gettato nelle famigerate Foibe – quelle di Terli - dalle truppe comuniste titine. Triste sorte toccò anche allo zio Giuseppe, scomparso e mai più rinvenuto.
A Maria Zuccon e Concezio Marchionne non rimase altro che fuggire precipitosamente in Abruzzo, regione adriatica dove furono sbarcati numerosi esuli che si imbarcarono sulla nave Toscana, privati di ogni bene. Quando l’adolescente Sergio aveva 14 anni, la decisione di emigrare in Canada e da lì, come Mario Andretti, la scalata sociale e professionale ma con un anima: “Giustizia, onestà, rispetto per gli altri: questi sono i valori che mia madre mi ha trasmesso”, dichiarò una volta.

lunedì 30 luglio 2018

POST HUNGARIAN GP / FERRARI, NERVI SALDI. BOTTAS INCOGNITA MERCEDES






(30/7/2018) – ANALYSIS HUNGARIAN GP. Cosa succede alla Ferrari? Forse la pausa estiva arriva al momento giusto: la squadra e i piloti di Maranello sono un po’ in affanno. Ora avremo un’altra settimana di lavoro prima della pausa estiva, che ci permetterà di riflettere con calma sulle gare che ci aspettano”, dice infatti Maurizio Arrivabene.  L’improvvisa morte del Presidente Marchionne e il duro uno-due (Hockenheim – Hungaroring) inferto loro da Lewis Hamilton hanno scosso, nonostante la serafica apparenza, l’ambiente e palesato alcuni difetti procedurali certo del tutto recuperabili ma che costringeranno ora ad una rincorsa affannosa. Non proprio la circostanza in cui la Ferrari riesce a dare il meglio di sé. Ma neppure alla Mercedes possono festeggiare più di tanto.

SPA E MONZA BANCHI DI PROVA DECISIVI - Questa è però la realtà e con questa bisognerà fare i conti da Spa in poi. Dopo Silverstone, si era andati in Germania e Ungheria per mazziare e si è tornati mazziati. Di brutto. Pesa soprattutto lo score nullo di Vettel a Hockenheim mentre a Budapest è bastato uno scroscio di pioggia il sabato ad annacquare la oggettiva superiorità della SF71-H, rimasta poi imbottigliata in gara nella carreggiata da kartodromo della pista ungherese e dalla difesa ad oltranza da parte del fiero Leonida-Bottas a favore delle Termopili-Hamilton. Se poi si mettono nel calderone qualche forzatura nelle strategie e anche l’ennesimo piccolo/grande svarione al pit-stop la frittata è servita, contorno compreso. A nove gare dal termine del campionato 2018, l’alfiere della Mercedes comanda la classifica con 24 punti di vantaggio nei confronti di Vettel. Alla ripresa, a fine agosto, subito due probanti banchi di prova: Spa e soprattutto Monza. Due piste velocissime, di motore: area dove la Ferrari ha fatto registrare quest’anno il miglioramento più evidente. Quindi i favori del pronostico restano dalla parte delle Rosse. “La macchina è veloce, si è comportata bene finora su tutti i circuiti, e penso che questa sia la cosa più importante. La nostra vettura ha un grande potenziale, così adesso me ne vado in vacanza sentendomi tranquillo per le prossime gare, sottolinea giustamente Vettel.
BOTTAS SCUDIERO MA NON PER SEMPRE  - Ma non sembra essere questo l’elemento decisivo, quanto l’aspetto psicologico e la tenuta nervosa di tutti gli uomini di Maranello. In Belgio e in Italia incombono nuove possibili variabili che hanno generato qualche disfunzione nelle ultime due trasferte: la pioggia e l’aspetto emozionale. Tra i boschi delle Ardenne gli acquazzoni di fine agosto non sono cosa inaspettata e quindi sarà bene essere pronti, facendo tesoro delle recenti esperienze. Monza, in particolare, richiederà nervi saldi: sulla pista di casa l’attesa è già spasmodica e la tifoseria del Cavallino si aspetta una prova indimenticabile ora che la distanza dalle ex-invincibili Mercedes è stata sensibilmente ridotta se non annullata. Anche Toto Wolff e muretto Mercedes sbagliano, basta pensare alla mancata reattività di Hockenheim, e poi non è detto che Bottas, come ha fatto capire, sia sempre disponibile a meri ruoli da scudiero a scapito delle sue prestazioni. Per quanto scontato, come sempre quello che dichiara…, alla Ferrari non resta che fare come dice Raikkonen: Nella seconda metà della stagione cercheremo di cambiare le cose e fare ancora un po’ meglio. So che la strada è ancora lunga, tutto può succedere e le cose cambiano in fretta. Continuiamo a spingere, cercando di migliorare anche nei dettagli e di essere costanti, e sono sicuro che potremo arrivare a risultati ancora migliori.